Lecce-Palermo: un cerchio che potrebbe chiudersi 15 anni dopo
Il 7 giugno 2003, Lecce e Palermo, separate di sole due lunghezze in classifica, si affrontarono al “Via del Mare” in quello che fu uno spareggio per il paradiso. Per i rosanero, allenati dal navigato Nedo Sonetti, vincere era l’unico risultato ammesso: le restanti circostanze avrebbero premiato i giallorossi, guidati allora da un giovane ma già scafato tecnico di nome Delio Rossi.
Per il Palermo la poesia durò tredici minuti, il tempo di una zingarata verso l’area di Camorani per l’1-0. Da quel momento in poi ai rosanero girò tutto storto con i padroni di casa che fecero maturare la rendita del vantaggio, incrementandolo successivamente con i gol di Giacomazzi (futura comparsa all’ombra di Monte Pellegrino) e di un giovanissimo Bojinov. L’immagine dei giocatori del Palermo, denudati e sconsolati in mezzo al campo dopo essere stati travolti dalla fragorosa festa dei supporter giallorossi, è l’istantanea di una partita in fondo mai giocata, ma la delusione per quell’occasione persa, pur cocente, fu smaltita in fretta un po’ perché la sconfitta maturò con un rivale che mai potrà essere nemico, un po’ tanto perché si aveva la sensazione, poi confermata dai fatti, che il ritorno in Serie A era solo questione di tempo.
Da quella partita, che aprì il cerchio dell’era Zamparini-Palermo, sono accadute tante cose: le più belle fanno parte di una storia che mai si può dimenticare o derubricare a contorno anche a fronte delle circostanze più brutte, che appartengono alla contemporaneità e bruciano soprattutto per il modo spesso parossistico in cui sono maturate e continuano a maturare. A quindici anni e mezzo di distanza da quell’incontro (e a sei anni dall’ultimo match disputato in A) Lecce e Palermo si ritrovano al “Via del Mare”. Sulla carta è la sfida tra due squadre che vogliono ritrovare (quantomeno in parte) la gloria perduta del passato più o meno recente: a posteriori potrebbe essere la partita che va a chiudere quel cerchio, la cui traccia negli ultimi anni è risultata sconnessa come quella lasciata da un compasso con la punta di metallo consunta e piegata.
Le voci su un avvicendamento societario si rincorrono senza soluzione di continuità e dopo anni di speculazioni pare che il momento sia davvero imminente. Di nomi ne sono usciti tanti (pare che anche Goldrake e Mazinga Z si siano interessati) ma a questo punto, più che gli appellativi, importa principalmente l’esistenza di un progetto serio (a prescindere dalle ambizioni) da cui il Palermo possa ripartire chiudendo così un ciclo che ha e avrà comunque un suo posto di rilievo nella storia rosanero.
Redazione