Le pagelle: Tedino si è perso, Pomini provvidenziale

Il portiere è stato il migliore dei suoi, prova opaca degli attaccanti.

Le pagelle: Tedino si è perso, Pomini provvidenziale

Il Palermo si ferma nuovamente pareggiando 0-0 contro il Cittadella e in virtù dei successi del Parma sull’Ascoli e del Frosinone ad Avellino scivola al quarto posto in classifica. Per la partita disputata dai rosanero al “Tombolato” trovare degli aggettivi qualificativi risulta avvilente.

 

Il fatto che il migliore in campo sia stato Pomini (6,5), provvidenziale in occasione dei due colpi di testa di Varnier, rende perfettamente l’idea di quanto sia stata complicata la partita del Palermo e non solo per gli infortuni nel primo tempo di Nestorovski e Dawidowicz (s.v), sostituiti rispettivamente da un La Gumina (5,5) generoso ma inconcludente e da un Accardi (6 +) entrato decisamente meglio in partita rispetto a sabato. Portano a casa la sufficienza piena anche Aleesami (6), molto vigile in fase di copertura, Struna (6), ormai una garanzia anche da stopper in una difesa a 4 e Murawski (6 +), reattivo nel deviare il tap-in di testa di Vido che avrebbe potuto essere pagato a caro prezzo. 

 

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Per il resto non c’è veramente nulla da salvare. A centrocampo Jajalo e Gnahorè (5) non hanno dato nulla in fase di costruzione rimediando, come unico “acuto” della loro gara, un giallo evitabilissimo a testa che costa loro la gara di sabato contro l’Avellino. Nulla è arrivato né da un Coronado (5) evanescente, la cui bacchetta magica non ha mai tintinnato, né da un Rispoli (5) che ha spinto tanto giocando però con tanta rabbia e pochissima lucidità. A chiudere la rassegna il solito ectoplasmatico Trajkovski (5 +) che quantomeno ha avuto  il merito (se così si può dire) di sporcare i guanti di Paleari su punizione.

 

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In quella che potrebbe essere stata la sua ultima gara in rosanero, Tedino (4,5) ha deciso di schierare la squadra (4,5) con un assetto da battaglia, ma i risultati sono stati veramente scadenti, soprattutto sotto il profilo dell’atteggiamento con i rosanero apparsi più nervosi che carichi. Dispiace oggettivamente vedere che questo bravo allenatore, dopo le ottime cose fatte nel girone d’andata, si stia smarrendo al momento decisivo, ma (per quanto la situazione sia stata resa complessa sul versante tecnico anche da altre circostanze) non si può negare a questo punto che tra la crisi della squadra e l’operato del tecnico ci sia un nesso di correlazione. La rotta si può invertire certamente, ma il tempo ormai stringe per tutti: per lui potrebbe persino essersi esaurito.