La Gumina in festa: "Nino ci ha rivoluzionati"

Si alza dalla panchina, all'88' calca per la prima volta il campo in una partita di A, è l'inizio di un sogno per Nino La Gumina. L'attaccante classe '96 della Primavera rosa colleziona cosi la prima convocazione in prima squadra e la prima presenza in A con la maglia rosanero, emozione difficile da trattenere per genitori, familiari e amici. Cosi, contattati dal Corriere dello Sport, i genitori di Antonino, detto appunto Nino, hanno raccontato la vita del giovane rosa, condita da aneddoti ed emozioni dell'esordio: "Non ci aspettavamo di vederlo esordire in maglia rosa, eravamo in Curva Nord e quando l'ho visto alzarsi dalla panchina mi sono messa a piangere dalla felicità- ha detto la mamma- poi ci ha salutati e abbiamo sperato in un gol in quei pochi minuti. A fine partita festa con amici e parenti tutti, eravamo una trentina, ma Nino è rimasto tranquillo e sereno. Ci ha rivoluzionato la vita, il nonno era interista e ha cercato di contagiare l'ambiente familiare. Al suo primo compleanno, per dispetto al nonno, mettemmo uno scudetto della Juve nella torta a forma di campo per Nino. Mio marito non si è mai giocato una schedina, non sopportavamo il calcio". E conferma tutto ciò anche papà La Gumina: "Non sapevo nemmeno chi fosse il portiere della Juventus, chi i giocatori del Palermo: per lui e grazie a lui ora seguo tutto. Tanti sacrifici, ma fatti volentieri. Vedendo il campo di Capaci scalciava felice, mai un giorno di assenza. La sua felicità è la nostra ed il Mlan è solo un punto di partenza". Nino da bambino?"Incontenibile, vivace, bello e monello con la palla al piede tutto il giorno! Abbiamo cambiato casa per lui, da Mondello a Carini con tanto verde. Giocava con i  bambini di dieci anni quando ne aveva appena quattro, tanto che un giorno ci vennero a bussare per portarlo a scuola calcio tanto era bravo. Non aveva hobby, tutto era occasione per calciare una palla di carta e nastro e poi i vicini si lamentavano dei lampiocini rotti. Accendeva e spegneva l'interruttore del salone di casa calciando da una parete all'altra, raccoglieva pigne nel porticato di scuola e giocava mentre mamma e papà lo aspettavano".

Luca Bucceri

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