La crisi parigina di Edinson Cavani
"Che noia, che barba, che barba, che noia". Dalle parti di Parigi va in scena un remake di casa Mondaini-Vianello che ha come protagonisti da un lato Ibrahimović e dall'altro la vecchia bandiera rosanero Cavani. A scalciare le lenzuola è stato lo stesso uruguaiano, stanco per il poco spazio in attacco per via di reiterato modulo di Blanc ( 4-3-3 ) che di fatto sembra aver soffocato il potenziale offensivo di Cavani, costretto a giocare defilato.
Le parole al miele di qualche mese fa per Ibra ("giocare con lui è fantastico"), adesso sanno proprio di facciata, perché pare che l'ex Napoli abbia richiesto un modulo alternativo (4-2-2) per affermarsi come prima punta. E mentre Blanc fa il moderato ("il sistema di gioco non attira le sue qualità al 100%"), lo spogliatoio capeggiato da Thiago Silva e Thiago Motta si scaglia contro Cavani: tant'è che la decisione di non far giocare l'attaccante contro il Bastia, per via delle sue lamentale, deriverebbe proprio da un summit tra l'allenatore e i giocatori fedeli a Ibrahimović.
In termini numerici non c'è confronto che tenga effettivamente (124 goal dello svedese contro i 69 del sudamericano).
L'ultimatum di Cavani ed una eventuale cessione potrebbero far fruttare nelle casse del Psg una somma cospicua. Arsenal e le altre big d'Europa attendono sviluppi.
Redazione