L'antipatico può diventare simpatico

Ballardini ha demolito le proprie certezze e quelle del presidente. Ottiene risultati, recupera punti e consensi.

L'antipatico può diventare simpatico

Come andrà a finire? Non si sa. L'esito del 15 maggio influenzerà gran parte dei giudizi. E' sempre stato così. Intanto, va dato merito a Ballardini di aver sfruttato l'occasione: sei punti con Frosinone e Samp, giocando mediamente meglio di quel che è accaduto nel resto del campionato.
La sua è una strana carriera. Bravo, certamente è bravo: le sue squadre giocano spesso un discreto calcio. Ma lui è sempre saltato velocemente da una panchina all'altra, da qui a lì: dieci squadre in dieci anni. Visto che è un tecnico capace, sarà una questione di malo carattere? Possibile.
Qui ha avuto la “colpa” di aver sostituito Iachini, arrivato dopo la vittoria con il Chievo: tre punti d'addio per l'amato condottiero giustiziato da Zamparini, ma anche tre punti di antipatia, agli occhi dei sostenitori, per il nuovo arrivato. Questioni di cuore. Poi, a Verona, se metti in discussione Sorrentino e Gilardino, ti capita che quasi tutti (squadra in prima fila) ti voltino le spalle: ma chi ti credi? Aveva già fatto fuori Rigoni e Maresca, oltretutto. Insomma sembrava un po' troppo carico.
Ballardini  è poi tornato coraggiosamente, dopo essere stato esonerato e messo alla berlina al Bentegodi. Ha rimesso in discussione se stesso e tutte le convinzioni slave del presidente. Ha rimesso in vita una squadra morta. C'è riuscito perché ha chiamato a combattere al suo fianco i suoi vecchi nemici, che sono diventati amici. Ha dato dimostrazione, con i fatti, di voler abbracciare la squadra e suoi leader. Ne ha riconosciuto il valore tecnico e morale. Sta ottenendo i risultati. E se il Palermo si salverà, Ballardini avrà grandi meriti. Tecnici, tattici e morali. L'antipatico potrebbe pure diventare simpaticissimo.

 

Foto di Pasquale Ponente.