Inzaghi e il Palermo: di padre in figlio

Inzaghi e il Palermo: di padre in figlio

Una corsa frenetica accecata da una gioia incontenibile, la trance agonistica che ti spinge in mezzo a un nugolo di ragazzi che, per te e insieme a te, gettano il cuore oltre l'ostacolo.
La sintesi dell'ennesima adrenalinica serata del Barbera è racchiusa nello scatto che racconta di un Pippo Inzaghi tutto un fascio di nervi, strattonato, travolto dall'energia di una squadra che sta forgiando settimana dopo settimana, con estrema precisione.

Un'altra sfida complessa quella che ha impegnato i rosanero contro un Bari certamente ancora in rodaggio, ma dotato delle abilità tecniche e dello spirito di rivalsa per imbrigliare una partita che sembrava non volerne sapere proprio di sbloccarsi. Ma questo Palermo ha già mutato la propria pelle in una corazza ruvida e impermeabile, che tiene a bada la frenesia, che protegge dagli scossoni nelle fasi più scorbutiche, e la splendida rete di Le Douaron premia un atteggiamento perseverante e disciplinato.

A scendere in campo è un gruppo conscio dei propri mezzi, che osa nei momenti più indicati e ragiona senza scomporsi; un collettivo in cui l'allenatore è il collante che rinforza la consapevolezza individuale e indirizza gli sforzi a sostegno di ogni compagno, in un reticolato dalla struttura definita che non trascura nessuno, dove un vestito su misura è cucito anche a chi calca il terreno di gioco per 10 minuti.

Le dichiarazioni della vigilia sono state utili a scostare malsane abitudini passate, come fossero fastidiosa polvere. "Ho 23 giocatori che amo alla follia". Una frase amorevole, da padre prima che da guida tecnica, ma pronunciata con lo sguardo penetrante, che esprime una severità necessaria a scuotere gli animi di ragazzi in passato troppo spesso frenati dalla tensione interiore dell'insicurezza. Carezze e spintoni, l'equilibrio come vettore per trasmettere il propellente naturale alla costruzione di una vittoria. E quando il contributo dalla panchina finisce col prolungare e rigenerare quanto già offerto dall'11 titolare, inevitabilmente l'ingranaggio generale diventa autosufficiente.

Il Palermo vive, respira, si danna, battaglia e infine festeggia. Non sarà immune agli scivoloni, attraverserà terreni tortuosi e probabilmente inciamperà, ma la garanzia offerta da SuperPippo Inzaghi è che i suoi calciatori si impegneranno a curarsi a vicenda le ginocchia sbucciate, senza abbandonare quello spirito d'unione che rende ogni singolo l'anello robusto di una lunga catena.