Il solito Coronado. Nestorovski, dove sei?

Non ci si può appellare soltanto alla fortuna per giustificare l’ennesima occasione sprecata.

Il solito Coronado. Nestorovski, dove sei?

Il Palermo è virtualmente secondo ma il pareggio per 1-1 contro un Pescara alla deriva non può far sorridere, soprattutto alla luce del successo sul Frosinone da parte del Parma, che accorcia così su entrambe, accomodandosi al tavolo della promozione diretta come sgraditissimo convitato di pietra. Certamente quest’oggi è mancata un po’ di buona sorte, ma non ci si può appellare soltanto alla fortuna per giustificare l’ennesima occasione sprecata.

 

Pomini tiene a galla il Palermo. Contro il Pescara è pareggio

 

Le cose si sarebbero potute complicare ulteriormente non fosse stato per Alberto Pomini (7). Non sempre stilisticamente impeccabile ma efficace quando chiamato in causa, l’estremo difensore rosanero in occasione del rigore di Brugman (propiziato da un intervento fortuito di un Rajkovic (5,5) troppo goffo nel rinvio precedente e in generale un po’ imballato nei ripieghi difensivi) aveva lo sguardo di chi sapeva che l’avrebbe parata: certo il fatto che l’uruguaiano abbia calciato un penalty tremebondo è stato utile ma battezzare il lato giusto è sempre un merito del portiere. La palma di migliore in campo non può però non andare a Coronado (7 +). Come sempre delizioso con il pallone tra i piedi, il brasiliano ha giocato una partita di qualità e generosità, segnando con un piccolo trotto seguito da slalom alla Stenmark il gol dell’illusorio vantaggio.

La rete dei pescaresi, segnata da Valzania su un tiro deviato da un Chochev (6) incolpevole nell’occasione e autore di una partita nel complesso sufficiente, è principalmente figlia dell’uscita in pressione avventata a inizio azione sullo stesso Valzania, poi ritrovatosi da solo in area, di Dawidowicz (5,5), estremamente altalenante soprattutto nel primo tempo. L’unico a salvarsi dei tre centrali è Struna (6) che ormai si è calato con profitto nel ruolo di stopper. Opposte come le loro fasce le gare dei due esterni: Rispoli (6 -) ha spinto con la solita solerzia non brillando in fase difensiva dove ha commesso, specie nel primo tempo, qualche sbavatura di troppo; Aleesami (6 +) al contrario pur non riuscendo a proporsi con qualità è apparso molto diligente nei ripiegamenti.

 

Oltre alla fortuna quest’oggi è mancato sicuramente un quid in attacco. Per quanto Coronado abbia fatto il suo e Jajalo (6 +) abbia cercato spesso la giocata in profondità tenendo ben strette le briglie di un centrocampo di cui è ormai padrone, le punte non son riuscite a incidere. Se quantomeno La Gumina (6 -) non ha brillato ma ha messo come sempre cuore e grinta, al contrario Nestorovski (5) pur crescendo un po’ nella ripresa ha giocato con una sufficienza estremamente fastidiosa, soprattutto con il pallone tra i piedi: cercasi Ilija disperatamente.

 

Pomini: «Con Sicignano lavoriamo tanto sui rigori»

 

Tedino (6) che ha messo in campo una squadra ordinata (5,5) che però non ha conquistato un risultato alla portata per un mix di sfortuna, errori evitabili e paura di osare quando si poteva chiudere il match ha provato a rivitalizzare il Palermo con quello che aveva a disposizione con risultati alterni: Gnahorè (6 +) ha lavorato molto in fase di copertura nel momento di maggior splendore del Pescara; Trajkovski (5) in un quarto d’ora ha dato lo stesso contributo di Tensing alle battaglie di Dragon Ball mentre Moreo (6) ha avuto il merito di lottare su ogni pallone, rischiando addirittura di segnare il gol del 2-1, sventato solo dall’intervento di Crescenzi. Alla fine, come spesso accade nelle partite del Palermo, restano i rimpianti per come sarebbe potuta e dovuta andare.