Il gruppo, Conte e Mirri. Vaccaro si racconta

Il gruppo, Conte e Mirri. Vaccaro si racconta

"Con una telefonata alle dieci di sera. Mi ha chiamato il mio procuratore e non ho pensato molto a quello che avrei dovuto fare.

Mi ha detto: preparati, domani vai a Palermo. Non ho fiatato. Del resto su una proposta fatta da una società ambiziosa che vuole tornare subito nel calcio che conta e che ha tesserato nella sua storia tanti campioni non si riflette più di tanto. Si accetta e basta“.

 

Continua così Francesco Vaccaro nella sua lunga intervista dalle colonne de La Repubblica

In questa seconda parte il terzino rosanero racconta l'inizio di stagione e il gruppo creatosi in questa prima fase, dei suoi idoli e regala anche un apprezzamento nei confronti del presidente Mirri

 

L'inizio di stagione. 

“Non ci ho fatto particolarmente caso allora. Pensavamo tutti a entrare subito in sintonia gli uni con gli altri. Eravamo un gruppo nuovo che badava più a diventare una squadra il più presto possibile che al contesto. E poi le cose non sono andate tanto male visto il nostro inizio di campionato. Anche se non mi aspettavo dieci vittorie di fila. O meglio mi aspettavo i risultati a lungo termine, ma non un inizio così“.

 

Esempi da seguire. 

"Mi piace Kolarov. Mi ispiro a lui: mi piace come gioca e come calcia. Ogni tanto provo il tiro da fuori cercando di imitarlo. E poi sono anche romanista. Un allenatore con cui mi piacerebbe lavorare? Antonio Conte per la carica che riesce a trasmettere e l’adrenalina che si deve provare quando lavori con lui e ti carica prima di una partita. Ma anche con Pep Guardiola per le sue idee di calcio“.

 

La squadra e il rapporto con i compagni. 

"Siamo un bel gruppo con gli altri Under, usciamo spesso e passiamo del tempo tutti insieme. Siamo anche tutti vicini di casa. Scherziamo sui social anche con i più grandi. Lavorare con gente come Santana, Ricciardo o Crivello è un vantaggio. Ti incitano, ti esortano a dare il massimo quando magari inconsapevolmente molli un po’. 

È sempre un aiuto e serve per migliorare. Non è un peso lavorare con giocatori più esperti e possono farti diventare un calciatore“.

 

In conclusione un pensiero sul presidente Mirri. 

"So che c’è ma non lo vedo. È bello avere un presidente tifoso che sta con gli altri tifosi. Capisce meglio le dinamiche che ha una squadra rispetto a un presidente padrone“.