Il Genoa è tosto ma ha speso tanto: Palermo approfittane
Il Genoa di Juric è una delle squadre più organizzate della A, ma pecca in continuità: bisogna provarci.
Il Genoa di Ivan Juric è una squadra che pur non brillando per continuità risulta spesso difficile da affrontare, perché gioca un calcio molto aggressivo in entrambe le fasi. Il tecnico croato, artefice del miracolo Crotone nella stagione scorsa, ha mantenuto il 3-4-3 del suo predecessore e maestro Giampiero Gasperini, ma a differenza di quanto accadeva con il tecnico oggi all’Atalanta, nel suo scacchiere c’è spazio per un regista, Miguel Veloso, che inizia la manovra della squadra, con l’ex Luca Rigoni che gioca nel ruolo di esterno tattico muovendosi sempre verso il centro.
In fase offensiva lo scopo principale del Genoa è l’attacco della profondità: ad una circolazione di palla ragionata il giusto si accompagna un moto costante dell’incursore, Rincon, e soprattutto dei due esterni di centrocampo, che rappresentano la chiave e l’elemento di forza della squadra di Juric. L’esterno che gioca su quello che nel basket si definisce lato forte (dove c’è il pallone) cerca sempre il fondo con o senza palla al fine di poter cercare un rifornimento alla punta; quello che sta nel lato debole si sovrappone per aprire la difesa e liberare lo spazio d’inserimento all’esterno offensivo. Un lavoro fatto sempre con grande velocità, che crea non pochi problemi alle difese avversarie, spesso costrette a dover difendere con più uomini del previsto. Laxalt e Lazovic (o Edenilson) sono dunque le chiavi di una squadra che ha trovato in Giovanni Simeone un buon erede di quel Pavoletti destinato al Napoli e che ha nel talentuoso ma discontinuo Ocampos il giocatore in grado di trovare il jolly.
In fase difensiva il Genoa porta sistematicamente la pressione in fase statica e aggredisce il portatore di palla avversario in caso di contropiede, con la difesa che in caso di rientro tardivo di uno dei esterni di centrocampo si allarga e diventa a quattro con lo scivolamento del centrale di competenza. Questi dettagli rendono la difesa del Genoa difficilmente perforabile e non è un caso che questa sia la quarta miglior difesa del campionato. I veri limiti della squadra rossoblu, più che tattici sono di natura mentale. La squadra, come già accennato in sede di presentazione, pecca in termini di continuità, prendendosi delle pause sceniche che talvolta sono state pagate a caro prezzo, soprattutto in termini di produzione offensiva.
Domani sera il Palermo sarà chiamato ad un impegno difficile contro una squadra molto aggressiva e tatticamente organizzata ma avrà dalla sua il fatto che il Genoa abbia giocato giovedì il recupero contro la Fiorentina, spendendo molte energie. Per fare un risultato che vista la vittoria dell’Empoli sul Cagliari diventa di fondamentale importanza, il Palermo dovrà evitare di farsi schiacciare sulle corsie laterali, difendendo con grande intensità e cercando di resistere fino alla ripresa, in cui il Genoa è destinato a calare dal punto di vista fisico e potrebbe pure concedere qualcosa.
Redazione