Palermo brutto e vincente. Uno a zero? Ce ne faremo una ragione
Archiviata la trionfante spedizione in terra calabra è tempo di focalizzare l'ultimo ostacolo di questo 2019, il Troina.
Spesso il Natale è sinonimo di bilancio e a pochi giorni dal giro di boa un lieve resoconto in casa rosanero possiamo provare a farlo.
I 40 punti in classifica e il conseguente primato ci dicono che il percorso va verso la direzione sperata.
Sono tante le difficoltà incontrate e altre ce ne saranno lungo il cammino: più è importante e aulico ciò che persegui, maggiori saranno gli ostacoli lungo il selciato.
Lo sa bene Dario Mirri che da quel giorno non ha abbandonato un secondo il suo Palermo.
In casa, in trasferta, con la squadra, accanto ai suoi collaboratori, nel posto in gradinata tra la sua gente, in aereo o in pullman, mentalmente e fisicamente il presidente c'è.
Ne è consapevole Rosario Pergolizzi, chiamato nella sua Palermo per ridare entusiasmo e sorriso alla gente dopo anni di mestizia e delusioni.
Con il lavoro e la passione il tecnico ha disegnato una classifica che vede i rosanero in cima, con la migliore difesa e l'attacco più prolifico.
Il tecnico ha plasmato la squadra a sua immagine e somiglianza.
Forse, anzi certamente, il Palermo non esprime il miglior calcio è vero ma il cinismo e l'animus pugnandi di andare oltre e portare a casa la vittoria sempre e comunque è una virtù. Brutto sì ma vincente: uno a zero e tutti a casa.
Con buona pace dei detrattori o di chi non riesce proprio ad essere contento.
Il percorso è ancora lungo è vero, ma virare a più cinque dalla seconda in classifica sarebbe qualcosa di fondamentale. Per il morale, per la squadra, per la società e per la gente che non deve smettere un istante di stare accanto a questa nuova creatura.
Quindi mente al Troina e tutti al Renzo Barbera e se sarà un altro "brutto" uno a zero ce ne faremo una ragione.
Redazione