Giancarlo Gonzalez, intervistato da "La Nacion",
ha parlato del suo rapporto con i tifosi rosanero: "La gente di Palermo sottolinea come il mio secondo anno sia stato diametralmente opposto rispetto al primo sul piano del rendimento. D’accordo, però vorrei replicare. Vorrei far capire loro che, nel giro di un anno, la squadra è totalmente cambiata. Nel 2014-15 il Palermo era davvero forte: c’era gente come Dybala e Munoz, gente che eleva qualitativamente parlando il tasso dell’organico. Nella seconda stagione, invece, a circondarmi sono stati soprattutto giovani. Ora, non dico che mancassero di qualità, ma il problema è che non avessero un trascorso importante da calciatore. Cioè, è vero che la squadra aveva Sorrentino, Maresca e Gilardino, ma anche ragazzi che hanno bisogno di sbagliare per crescere. Quindi se la mia stagione non è stata all’altezza, è anche il contesto che non ha permesso al sottoscritto che lo fosse".
LE SUE CONDIZIONI FISICHE E L'ESCLUSIONE DALLA COPA AMERICA - "Oltre ad essere stata dura, come detto, è stata soprattutto una
stagione stressante. Pensate, ho giocato praticamente sempre e, durante le soste del campionato, ho comunque risposto sempre alle convocazioni in Nazionale, decidendo, di concerto con il commissario tecnico Oscar Ramirez, di disertare la Copa America, ma perché realmente non ce la facevo più. Non tutti sanno come stavo fisicamente, sicuramente è un’informazione che ai tifosi del Palermo non è stata data. Ma io per quasi tutta la durata del campionato ho giocato con un grosso problema alla caviglia. Non ho mai mollato: scendevo in campo imbottito di antidolorifici e stringevo i denti. Non l’ho mai detto perché non mi va di vantarmi e lo sto dicendo solo adesso perché tutti questi fattori mi hanno indotto a rinunciare alla convocazione in Copa America Centenario. Inoltre, questa vacanza che mi sono preso, serve in vista del prossimo campionato. Non so dove giocherò, ma vorrò essere al 100% per disputare al meglio le partite delle qualificazioni ai prossimi Mondiali. Io e il ct Ramirez abbiamo stretto una specie di patto: ho rifiutato la Copa America, ma dovrò guidare la Costa Rica verso il Mondiale del 2018".
VACANZE -"Da quattro anni non beneficiavo di almeno cinque giorni consecutivi di vacanze. Sono stato sempre impegnato, tanto con il club, quanto con la Nazionale della Costa Rica. Non potete sapere quanto sia importante per uno sportivo avere un attimo di pausa con la propria famiglia, moglie e figli. E’ di vitale importanza riposare la mente e ricaricare le pile, dopo che in una stagione raschi le energie dal fondo del barile. A volte la gente pensa che tu sia impegnato solo nelle partite e nei match di campionato, ma non sanno tutto ciò che vi è dietro. Siamo degli atleti 24 ore su 24. Ci dobbiamo allenare, dobbiamo tenere un’alimentazione controllata e non ci concediamo nulla che vada oltre le righe".