Giù le mani dal tifo palermitano, il più corretto d'Italia
Il popolo rosanero prende le distanze
Giù il cappello: la lezione di Palermo, iniziava così la lettera apparsa il 10 maggio del 2010 sul sito ufficiale della Sampdoria, all’indomani dell’importantissima gara disputata al Barbera, che era costata l’accesso in Champions League alla squadra rosanero.
«Una giornata bellissima e particolare – scriveva la società blucerchiata sul proprio sito - indimenticabile per quanto avvenuto in campo, ma soprattutto una domenica da non cancellare. Una giornata che ha regalato a tutti quanti noi una splendida lezione di passione per il calcio e di sportività assoluta. A Palermo i tifosi della Samp hanno potuto godere della grande prestazione dei nostri ragazzi in un ambiente davvero indescrivibile in quanto a passione, amore per il calcio e straordinaria correttezza. Una partita da prendere a modello nella quale Palermo ed i palermitani tutti hanno vinto comunque. A loro e ai quasi duemila sampdoriani che hanno colorato di blucerchiato un ampio spicchio del `Barbera´ va doveroso il nostro grazie.»
La civiltà e la correttezza dei tifosi rosanero è stata da sempre il fiore all’occhiello della Società di Viale del Fante. L’ apice è stato raggiunto al termine della stagione 2012/2013 con la vittoria del Trofeo Fair Play "Gaetano Scirea”, istituito dal consiglio di Lega per premiare la squadra che ha ricevuto meno ammende per il comportamento dei propri sostenitori.
All’indomani dell’incendio che ha distrutto una delle biglietterie dello stadio Renzo Barbera, i tifosi rosanero e i palermitani civili non possono che prendere le distanze da un atto vandalico e criminale che nulla ha a che vedere con la civile protesta che in queste ultime settimane vede protagonisti i tifosi che non si riconoscono più nella gestione societaria del club.
Grande lo sbigottimento per quello che è accaduto stanotte, sui social è chiaro e forte il messaggio di coloro che si dissociano dal gesto inconsulto e sul quale tutti si augurano venga fatta al più presto chiarezza: “la mia casa non si tocca” scrivono “un’azione becera dalla quale prendiamo le distanze” o anche “la nostra protesta non è mai stata violenta”.
Saranno le indagini già avviate a stabilire le cause dell’incendio, di certo a poco meno di cinque giorni dall’esordio in Coppa Italia della squadra rosanero e a poche settimane dall’inizio del campionato il clima a Palermo diventa sempre più rovente.
In attesa di sapere come finirà l’inchiesta della Magistratura, relativa ai presunti illeciti perpetrati da Zamparini, l’incendio di stanotte avvelena ancor di più un ambiente saturo di rabbia e di sospetti, del tutti contro tutti.
La favola felice di Zamparini, accolto a Palermo come un re, che riuscì a portare la squadra nel calcio che conta è finita. Ricorda molto da vicino la storia della gallina dalle uova d’oro: il potenziale di entusiasmo enorme e il business davvero interessante distrutto negli anni dagli interessi economici personali del Patron friulano che progressivamente ha abbassato l’asticella del valore tecnico della squadra nella ricerca spasmodica di plusvalenze sempre più remunerative.
La Palermo rosanero si è sempre contraddistinta per lealtà, passione e correttezza e l’auspicio di tutti è che presto si torni a scrivere e a parlare di calcio giocato
Redazione