Gip: «Se la Procura si muove...». Nesto a rischio cessione
Il Palermo ha bisogno di denaro per le casse societarie. Il capitano in cima alla lista dei rosa che potrebbero essere sacrificati
Non era una situazione agevole neanche prima del terremoto che ha scosso tutto l’ambiente rosanero. «Il paracadute non basta», aveva ammesso Maurizio Zamparini qualche settimana fa: con 25 milioni più 5 concessi dalla Lega B si pagano a malapena gli ingaggi dei calciatori. Il resto delle spese di gestione del Palermo ha bisogno di un’iniezione di liquidità.
E dopo il deposito dell’istanza di fallimento da parte della Procura, per un buco di bilancio di 70 milioni, la preoccupazione per le sorti del club cresce ancora un po’.
Serve denaro fresco da immettere nelle casse societarie, per portare a termine il campionato e, soprattutto, per scongiurare lo scenario apocalittico della scomparsa del Palermo dai radar del calcio professionistico. L’ex presidente Zamparini ha dichiarato di essere pronto, con il suo Gruppo, a rimpinguare la cassaforte del club rosanero, ma è un’ipotesi che si scontra con il passato recente della dirigenza friulana: il patron ha ammesso candidamente di non aver più la disponibilità di un tempo e, per quanto con le spalle al muro, risulta improbabile un esborso milionario dal patrimonio familiare.
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Ecco perché a gennaio in casa Palermo qualcuno potrebbe fare le valigie.
Il primo indiziato a lasciare la rosanero in nome della salute economica del club è, naturalmente, il profilo più richiesto e dal valore più alto: capitan Nestorovski, autore di undici gol alla prima esperienza in serie A, quest’anno in rete nove volte, e sempre più leader dello spogliatoio rosa.
Già ad agosto, nelle battute finali della campagna acquisti estiva, il macedone aveva ricevuto offerte dalla Premier League e non solo. Anche in Italia qualcuno si è mosso per il numero 30: la Fiorentina, che ha poi virato su Simeone, e il Torino, che ha presentato un’offerta rispedita al mittente da Zamparini.
Adesso, però, Nestorovski potrebbe essere sacrificato per fare cassa e raddrizzare così la barca. Proprio i granata, che non hanno mai distolto l’attenzione dal macedone, restano alla finestra e sperano di portare Nesto-gol sotto la Mole durante la campagna di riparazione. In presenza di una buona offerta, Zamparini potrebbe lasciarlo andare.
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Dinamiche legate al destino della scoietà di Viale del fante. L’istanza di fallimento verrà discussa in Tribunale il 7 dicembre: in questa sede, il Palermo potrà presentare le proprie controdeduzioni che dimostrino la solvibilità del club e la regolarità dei bilanci. Entro il 2018, arriverà la sentenza.
Sulla vicenda si è espresso anche il gip del Tribunale di Palermo: «Da tifoso mi auguro che il proprietario dimostri che il bilancio sia in ordine – ha detto alla Gazzetta dello Sport – però credo che se la Procura fa un’istanza di questa portata, vuol dire che i presupposti ci sono. E poi i magistrati non lavorano per perseguitare qualcuno, ma per trovare la verità».
Anche il presidente di Confindustria Palermo, Alessandro Albanese, ha rilasciato alcune dichiarazioni al quotidiano di Via Rizzoli: «Ho grande stima del nuovo presidente, persona capace e non credo che avrebbe accettato l’incarico se non avesse trovato le carte in regola. Mi auguro che Giammarva e Zamparini riescano a provare la solidità finanziaria del Palermo. Dopo 30 anni la città non può permettersi di restare senza una squadra».
Redazione