La replica del presidente Giammarva al Venezia
Il presidente del Palermo Giammarva risponde al Venezia. Questa mattina infatti l'avvocato dei lagunari Giammaria Daminato, come riportato da TuttoSport, ha parlato della mancata ammissione della propria squadra come parte interessata al processo per il caso Parma, ritenendo assurda l'ipotesi dell'ammissione in serie A del Palermo anch'esso indagato, secondo l'avvocato, per irregolarità fiscali. Parole poi confermate anche dall'ad del Venezia Andrea Rogg: «Attendiamo l’esito del primo grado e seguiamo l’evoluzione dell’indagine del Palermo. Vede, noi abbiamo il massimo rispetto dei risultati sul campo, ma dobbiamo rendere conto ai nostri azionisti. Gli americani leggono i giornali, sanno che ci sono stati dei sequestri giudiziari ai danni del Palermo che però spera di essere ripescato. E non capiscono…».
Alla luce delle dichiarazioni di questa mattina del club veneto, riportiamo di seguito la replica di Giammarva:
Ho assistito in questi giorni a diverse cadute di stile, come quella odierna del Venezia, in cui ci si è dimenati per esprimere ragioni del tutto fuori luogo, sia per i contenuti sia per scelta del momento, e denigrare la Società che rappresento con grande onore, anche alla luce delle attuali vicissitudini giudiziarie già concluse che hanno confermato la capacità della stessa di potere affrontare qualsiasi argomento.
In tale maniera si tenta di spostare l’attenzione dal vero motivo dell’azione giudiziaria per effetto della quale sono stati acclarati illeciti sportivi che sicuramente potranno diventare oggetto di indagine dalla Procura ordinaria in quanto reati penalmente perseguibili, come la truffa e l'alterazione del calcio scommesse.
Sono sicuro che la giustizia sportiva terrà anche conto delle ricadute che gli illeciti sportivi hanno sul fronte sociale e sociologico. Non è infatti educativo e formativo per i ragazzi fare passare il messaggio che si possono raggiungere obiettivi attraverso scorciatoie che se scoperte non creano alcun tipo di problema perche il massimo sarebbe una pena irrisoria per la quale ne vale la pena.
Redazione