Giammarva: «Dopo questa sentenza siamo più forti in appello»

Giammarva: «Dopo questa sentenza siamo più forti in appello»

Il Palermo è pronto a fare battaglia per ottenere giustizia. Il club rosanero parte all'attacco dopo la dubbia sentenza emessa dal TFN relativamente al caso Parma e promette di andare avanti fino alla fine ricorrendo, qualora fosse necessario, anche al di là della giustizia sportiva. Intanto il presidente Giammarva e il patron Zamparini hanno raggiunto ieri sera il ritiro della squadra a Sappada e in una lunga intervista rilasciata al Giornale di Sicilia, il numero uno dei rosa ha parlato proprio della sentenza di primo grado relativa al caso Parma e del dissequestro da parte del Tribunale del Riesame di 1,2 milioni di euro al club.

 

Ecco le dichiarazioni di Giammarva:

 

«Il ricorso sul caso Parma è fatto. Mi aspetto una squadra serena, Foschi e Tedino stanno facendo un ottimo lavoro e i ragazzi sono tranquilli. Anche loro si rendono conto di dover andare avanti e giocare, per migliorarci».

 

SENTENZA PARMA

«Siamo più forti in appello, dopo questa sentenza. Hanno riconosciuto l'illecito, quindi è chiaro che il dispositivo sia un po' più debole. Dimissioni superprocuratore Cataldi? Per me sono un segnale, anzi, un forte sintomo. Non dico altro».

 

GIUSTIZIA ORDINARIA

«A mio parere, oltre agli illeciti sportivi possono ravvisarsi delle ipotesi di reato, quindi le Procure territorialmente competenti potrebbero benissimo aprire dei fascicoli d'ufficio e indagare su quanto accaduto. Anche per capire se certi messaggi siano stati trasmessi tra più soggetti. Siccome la giustizia sportiva non può indagare con gli strumenti a disposizione della polizia giudiziaria, se la giustizia ordinaria potesse avviare un'indagine più ad ampio raggio, allora si potrebbero scoprire altri fatti».

 

SENTENZA TRIBUNALE DEL RIESAME

«Per quanto mi riguarda ho appreso la notizia della sentenza emessa dal Tribunale del Riesame a noi favorevole con serenità perché mi aspettavo proprio questa decisione per la mia costante fiducia nella giustizia sia inquirente sia giudicante. Con la stessa serenità avrei accolto una eventuale sentenza di segno opposto perché attraverso i successivi gradi di giudizio avremmo avuto la possibilità di mostrare le nostre ragioni e quindi le opportune difese. Ho fiducia nella giustizia, nonostante sia attualmente indagato. L'indagine è giusta, va portata avanti. L'unica cosa che non condivido sono le modalità, ma la Procura deve essere libera di indagare».

 

COLLABORAZIONE

«La Procura deve essere libera di fare ciò che ritiene necessario. Noi siamo trasparenti, indaghino pure: noi siamo anzi a loro disposizione per qualsiasi cosa. Possiamo aprire un canale di collaborazione a costo zero per i cittadini».

 

SEQUESTRO SOLDI

«Il sequestro di questi soldi non ha mai messo in difficoltà la società. Ribadisco invece un fatto evidente: non hanno trovato il conto in rosso, hanno trovato più do un milione nelle nostre casse e ciò dimostra che la società non sia insolvente. Senza dimenticare che il giorno stesso in cui è stato deciso il sequestro, il Palermo ha saldato gli stipendi in tempo per il deposito della domanda d'iscrizione ai campionati. Non ci sono i sintomi di uno stato di insolvenza, cercato da due anni senza ancora essere trovato...».