Frosinone-Palermo: l'ultimo pezzo di un vecchio vaso rotto
Di Massimiliano Rincione
- /tima caduta del vaso, non si è più riuscito a trovare. Questo è Frosinone-Palermo. Ma non quello di sabato 17, ma quello del 16 giugno 2018. Sì, quello dei palloni in campo.
- /tima vera partita del Palermo che fu vicinissimo ad andare in Serie A, con buona pace della squadra dell'anno successivo che fu estromessa dai play-off mentre qualcuno non si diceva affatto preoccupato. Questa partita ha rappresentato la sliding door definitiva per l'US Città di Palermo, che salendo in Serie A avrebbe probabilmente continuato la sua corsa sportiva. Poi, quel che è stato lo conosciamo e non serve nemmeno raccontarlo perché è storia recente: le due promozioni in tre anni, l'avvento del City Football Group, l'esordio della nuova società in Serie B tra vittorie e cadute propedeutiche all'adattamento alla nuova realtà.
- / fatto che, se Igor Coronado non avesse sbagliato il rigore col Cesena qualche settimana prima di quel Frosinone-Palermo, probabilmente parleremmo d'altro, ciò nonostante in un campionato di Serie B che vede il Palermo come unica siciliana del torneo è inevitabile e senza timore di qualsivoglia smentita affermare che la partita col Frosinone e soprattutto allo stadio Benito Stirpe sia LA partita per la piazza. L'/
- /timo, probabilmente il più doloroso ma l'/
- /timo coccio da riattaccare per lasciare andare quel vaso e magari conservarlo seppur con tante crepe negli scatoloni dei ricordi, per andare finalmente avanti. Ovviamente sarebbe bello andarlo a conservare dopo un piccolo restauro, come potrebbe essere una vittoria anche al 90esimo, su rimpallo dopo carambole mirabolanti degne dei gemelli Derrick di Holly e Benji e dopo una partita magari sofferta, ma giocata colpo su colpo, pallone su pallone, contrasto su contrasto.
- /tato metteranno finalmente la parola fine all'/
- /timo filo di lana, l'/
- /timo cordone ombelicale - il più doloroso, senza dubbio - con il precedente Palermo. Però, c'è da ammetterlo senza chissà quali vergogne, farlo vincendo sarebbe assai, ma proprio assai più bello.
Redazione