15 sbadigli e poche piccole sentenze
Foggia-Palermo offre una narrazione bipolare, perché si muove su binari paralleli e direzioni opposte. Eppure dal match dello “Zaccheria” arrivano tante indicazioni.
E poche piccole sentenze.
Per esempio, abbiamo la conferma -ancora una volta- che in tutte le partite del Palermo, ma proprio tutte, c’è un intervallo più o meno lungo di tempo in cui la noia prende a botte la voglia di vivere, lacera ogni entusiasmo, istiga a cambiare canale.
Nel primo tempo di Foggia, trenta minuti più sonniferi di 2001 - Odissea nello spazio, con la grande differenza che, quando te lo spiegano, quel film potresti anche apprezzarlo.
Statistiche interessanti dalla prima frazione di gioco: 15 sbadigli (ottima media di 1 ogni 3 minuti), 3 caffè, 7 parolacce dopo il gol da casa sua di Kragl.
Ma noia a parte, interessante è l’indicazione che arriva dal campo: non è vero che “il gioco del Palermo è inesistente”; esiste ed è brutto. Normale, si dirà, che alla terza di campionato l’idea e la sua applicazione non corrispondano a dovere. Il punto è che non si capisce quale sia l’idea.
E non si capisce Trajkovski. È forte o no? Ma è mai possibile che dopo intere frazioni di puro anonimato, tu ti distrai un attimo e lui fa il gol della vita? Incompreso o incomprensibile?
Sarà la numero 10.
Chissà, poi, cosa avrà pensato Tedino mentre la punizione di Kragl entrava comodamente in porta. Me lo immagino: “Brigno ma che fai? Metto Nesto?, certo che ‘sto Foggia…”.
Ma prima di tutto: “Intanto spengo il telefono”.
Si Salvi chi può.
Redazione