Firmato «La presidenza», anzi no, «la proprietà»

Lo strano caso della lotta interna a colpi di comunicati.

Firmato «La presidenza», anzi no, «la proprietà»

Il comunicato con cui nella giornata di ieri Maurizio Zamparini ha provato a fare chiarezza sul closing ha in realtà alimentato ulteriormente l'insicurezza della piazza rosanero.

Le parole dell'ex presidente rappresentano un vero e proprio ultimatum a Paul Baccaglini: nessuna variazione rispetto all'offerta pattuita a febbraio, dunque o si chiude domani o l'affare salta.

 

A Palermo regna il caos.

Il sito ufficiale non era mai stato così impegnato. Non uno, ma due presidenti: il primo, al momento unico proprietario - che a volte si firma La Società, altre volte La Proprietà - nell'ultimo periodo ha usato il canale ufficiale per lanciare messaggi al secondo, nominato frettolosamente presidente, e adesso a rischio detronizzazione.

Un ufficio stampa e una dirigenza divisi a metà: da una parte il passato che, almeno a parole, vorrebbe farsi da parte, dall'altra il futuro che adesso rischia di non concretizzarsi, che lottano a colpi di comunicati.


Dal quel primo annuncio - le dimissioni di Zamparini e l'imminente cessione ad una cordata angloamericana - ad oggi, una battaglia a mezzo stampa tra il vecchio ed il nuovo presidente, un mix di messaggi indiretti, ultimatum, ottimismo e preoccupazione. Un botta e risposta degno di una battaglia tra correnti di partito affidato ad un ufficio stampa, che è uno, ma da tre mesi si divide tra Proprietà e Presidenza, facendosi portavoce della lotta viscerale tra i due contendenti: un paradosso unico nel panorama calcistico italiano.

Domani potrebbe arrivare l'ultimo dei comunicati double face: anche l'ufficio stampa del Palermo potrà tornare alla normalità, con il nuovo o con il vecchio.

 

E se il presente rosanero avrà ancora le sembianze di Maurizio Zamparini, risulta difficile immaginare da quale destino sia atteso il Palermo. Di certo, non si parlerà più di investimenti faraonici per le infrastrutture (stadio e centro sportivo), aumenta la probabilità che il progetto di risalita in A sia più lento e, ad oggi, appare come una certezza la conferma della squadra di consiglieri e consulenti che ha fin qui coadiuvato il patron. Se non altro, per mancanza di tempo. 

 

E così, quando tutto sembrava fatto, a pochi giorni dalla scadenza per l'iscrizione al prossimo campionato di serie B, senza un allenatore (Bortoluzzi saluterà a fine mese) e un direttore sportivo (al netto dello stesso Zamparini), il Palermo Calcio è un cavallo a briglie sciolte, con una meta da raggiungere, privo di un punto di riferimento.