Finito il boato, ora bisogna suonare

Gilardino deve costruire il proprio presente e il proprio futuro, ricordando a tutti di poter essere ancora importante.

Finito il boato, ora bisogna suonare

Se n'è parlato poco questa settimana di Gilardino. Meglio così. Ora potrà pensare a giocare e a migliorare. Rispetto alla partita con il Carpi, a Milano andrà in campo con sei allenamenti in più sulle gambe, con una dozzina di ore in più di conoscenza dei nuovi compagni e con i sessanta minuti di partita giocati contro il Carpi. Non era in forma Gila, non era affiatato con il resto della squadra ma l'unico modo per accelerare il suo inserimento era (ed è) farlo giocare. Insomma, con il Carpi è stato un rischio calcolato a tavolino. Doveva andare così.

Il boato mediatico è finito. Adesso Gila deve costruire il proprio presente e il proprio futuro, ricordando a se stesso e a tutti gli altri di essere ancora importante, di essere ancora Gilagol. Torna a San Siro da ex rossonero (trentasei reti in tre stagioni in A, una Champions, un Mondiale per club, una Supercoppa europea): un campione come lui non vorrà fare brutte figure in uno stadio importante. L'anticipo del sabato sera, contro una squadra forte e costretta a sbilanciarsi all'attacco per vincere e dimenticare il derby, si giocherà in un teatro che farà scattare orgoglio e voglia di stupire. E al centro della difesa rossonera ci sarà Zapata, che nello scorso torneo, a San Siro, fece la fortuna del Palermo e di Dybala. Gilardino vuole replicare. Ha solo bisogno di ritrovarsi e di sbloccarsi. E poi comincerà il suo concerto.

Foto di Pasquale Ponente.