Filippi, cambiare si può. E il Palermo reagisce da squadra

Filippi, cambiare si può. E il Palermo reagisce da squadra

Il Palermo di Giacomo Filippi non aveva approcciato il match di ieri sera contro la Virtus Francavilla con grande determinazione. La prima mezz'ora è apparsa decisamente inconsistente, conseguenza di una formazione iniziale sicuramente discutibile. Per Filippi, la difesa a tre non è soltanto un marchio di fabbrica, ma un vero e proprio dogma. Curioso che in conferenza stampa il mister continui a parlare di "atteggiamento al di là dello schema"; viene infatti da chiedersi: se tutto dipende dall'atteggiamento della squadra e lo schema non avrebbe importanza, perché non provare soluzioni diverse?

 

Perché, nel frattempo, Peretti al centro della difesa latita ancora, Buttaro prova a metterlo in difficoltà con un retropassaggio scellerato, infine Perrotta combina un errore madornale, imperdonabile. E, francamente, è poco accettabile un intervento del genere nella metà avversaria del campo: il difensore avrebbe dovuto chiedere pubblicamente scusa a squadra, dirigenza e tifoseria, dato che 4 volte su 5 una squadra in 10 per un'ora prima o poi crolla.

 

 

Nelle difficoltà arriva invece la risposta positiva: cambiare si può, una volta tanto. Il mister opera tutte le sostituzioni con puntualità e raziocinio, in primis il cambio Luperini-Fella, visto che l'attaccante ex Avellino e Salernitana stenta a farsi vedere in campo ed è ormai un problema vero.

 

 

Intanto, il Palermo passa dietro a 4 (quasi una rivoluzione!) ed emerge una squadra chiaramente diversa, più compatta nonostante l'inferiorità numerica patita per sessanta minuti. Fondamentalmente, la squadra rosanero non subisce alcuna occasione da gol e merita la rete del vantaggio nonché la vittoria finale, dopoché s/

    / finire di primo tempo Luperini aveva divorato l'impossibile da pochi passi (ed è già la terza volta che succede).

     

     

    Si dirà e si è già detto che il Palermo ha approfittato di un vistoso errore della difesa avversaria. Senz'altro il Palermo non ha brillato per il gioco espresso nelle recenti uscite, ma in 10 uomini ha ieri creato più del previsto sapendo anche sfruttare le disattenzioni avversarie: in Serie C si vince (e si perde) soprattutto così. La firma è ancora una volta quella di Matteo Brunori, criticatissimo (ne abbiamo le prove anche qui) nelle prime giornate perché non segnava pur andandovi vicino: oggi, secondo un copione molto prevedibile, è per tutti il salvatore della patria.

     

     

    In generale, attendendo la trasferta di Vibo Valentia che il Palermo non potrà assolutamente sbagliare, si è vista ieri una squadra capace di reagire alle difficoltà, solida e gagliarda. Il segnale è decisamente positivo per Filippi, che sta tentando in tutti i modi di tenersi aggrappato alla panchina rosanero: la squadra è dalla sua parte, ma dovrà adesso ripetersi lontano dal "Barbera". E stavolta, contro la Vibonese, non ci saranno scuse che tengano.