Nelle file del Pescara questa sera sarà schierato Caprari, un attaccante romano al centro del mercato nel giugno 2016 quando Juventus e Inter erano entrambe intenzionate ad acquistarlo. Vinse l'Inter, perchè il ragazzo preferì i nerazzurri, che però lo girarono subito in prestito al Pescara. Ne stiamo parlando perché c’è un episodio di otto anni fa, nel gennaio del 2008 che lo vide protagonista a discapito dei colori rosanero.
Si giocava Roma-Palermo, ed era una partita molto combattuta. Quello era un gran Palermo, ci giocavano fra gli altri Biava, Barzagli, Zaccardo; Migliaccio, Simplicio, Cavani); Miccoli e Amauri, ed il risultato era in bilico, sullo 0-0. Fino al 14’ del secondo tempo, quando Mancini su calcio d’angolo realizzò il gol della vittoria giallorossa, mettendo alle spalle del portiere un calcio d'angolo battuto da Taddei che aveva trovato a ridosso della bandierina una specie di palla-magica, comparsa velocemente e all'improvviso, pronta per essere calciata. Questo grazie alla rapidità di un raccattapalle-tifoso (e, si sospetta, "istruito" dalla Roma), che si precipitò a posizionare la palla quando ancora la difesa del Palermo non era adeguatamente disposta. Il raccattapalle si chiamava Gianluca Caprari, che allora aveva solo 14 anni ed era uno dei tanti ragazzi dell’ottimo vivaio della Roma.
Zamparini masticò amaro, non gradì la circostanza che aveva propiziato la sconfitta, e, meditando di presentare un ricorso, a caldo dichiarò : «L’avevo pensato subito che quel gesto era irregolare, ma non l’ho detto nel post partita perché non ne ero sicuro. Fosse successo a parti invertite se ne parlerebbe per giorni e giorni su tutte le televisioni e i giornali. E poi quei ragazzini là, quando la Roma vince, la palla la nascondono».
Qualche giorno dopo il patron rosanero minacciò anche di avere intenzione di adire alle vie legali, specificando: «Ho dato mandato ai miei collaboratori e chiedo lo 0-3 a tavolino o almeno la ripetizione della partita. Dobbiamo finirla di premiare i furbi. Abbiamo letto il regolamento, i raccattapalle devono stare dietro i cartelloni pubblicitari e tirare il pallone al giocatore più vicino sempre restando dietro. Quello che è successo sabato sera non è regolare. Voglio vedere se le istituzioni sportive continueranno a premiare i furbi e gli scorretti, ma credo che purtroppo resteranno sorde a queste istanze, a questo richiamo ai veri valori dello sport».
Il risultato ovviamente restò 1-0, sono passati otto anni da allora, e speriamo che Caprari stasera se ne stia buono buono, e non dia un altro dispiacere ai rosanero ed al presidente Zamparini. Anche per farsi perdonare la 'furbata' di allora...