Con l'ufficialità del fallimento del Parma, la serie B deve trovare chi sostituirà i ducali. Una delle pretendenti più accreditate è il Brescia, retrocesso in serie C dopo 30 anni, alla fine del campionato 2014/15, complici anche i sei punti di penalizzazione che hanno contribuito a farla precipitare in fondo alla classifica.
Il direttore generale e ad delle rondinelle RinaldoSagramola, ex ad del Palermo, recentemente aveva rilasciato delle dichiarazioni in merito al caso Parma, ed ai tentativi messi in atto di evitarne il fallimento. Eccole: «Sono molto arrabbiato per tutto quello che c’è attorno ai ducali. Nessuno a suo tempo ha alzato un dito per il Brescia e ora per dare un aiuto a qualcuno si rischia di creare handicap ad altri. Al Parma si sta dando anche un aiuto pseudo-statale: comportamento anomalo. Tra l’altro quello che si fa in serie A riguarda anche chi sta sotto e magari può ambire ai ripescaggi, avendo molto più diritto di stare in un certo posto rispetto a un Parma che ha creato un danno incredibile. Chi si mette in regola come abbiamo fatto noi non può essere trattato come chi è fallito: la norma è discriminatoria».
Adesso che invece il fallimento del Parma è un fatto reale, ha aggiustato un po' il tiro ed ha detto a TMW: «Per prima cosa voglio chiarire che quanto successo al Parma mi dispiace. Negli ultimi tempi le mie parole sono state viste come un attacco personale al club ducale e ci tengo a ribadire che così non era. Si chiedeva soltanto di far rispettare le regole in maniera equa per tutti i club che vivono, o hanno vissuto, momenti difficili come quello del Parma.
Non si può gioire per il fallimento di un club come quello ducale. - ha continuato Sagramola - Noi abbiamo sistemato i conti, fatto un grande lavoro in questi mesi per mettere in sicurezza il club e ovviamente auspichiamo nel ripescaggio. Bisogna però attendere le decisioni della Federazione e quali saranno i parametri da rispettare".
Ed alla domanda se è ottimista per la riammissione in serie B della sua squadra, ha risposto: «Né ottimisti, né pessimisti. Se i criteri saranno quelli dello scorso anno sappiamo che in base ai risultati storici e dell'ultimo anno siamo avvantaggiati, mentre per quanto riguarda il botteghino bisogna attendere i dati della SIAE. Ma ribadisco attendiamo prima le decisioni della FIGC e poi ci muoveremo di conseguenza per cercare di ottenere il ripescaggio». (p.m.)