Fallimento Palermo, fissata la data della prima udienza
La Procura di Palermo ha presentato una nuova istanza di fallimento nei confronti del Palermo Calcio. La prima udienza è fissata per il 22 agosto.
L’istanza, che segue quella presentata e successivamente rigettata lo scorso anno, nasce da gravissimi problemi di liquidità.
Per la Procura non sarà infatti possibile un risanamento debitorio. Già nel bilancio al 30 giugno 2018, scrive il Giornale di Sicilia, sono evidenti i debiti da 43,7 milioni e un attivo patrimoniale di 61,3 milioni.
La Procura ritiene tali dati «sintomatici di uno stato di insolvenza, con un indice di redditività negativo (-49,1%) e un indice di indebitamento superiore al doppio rispetto a quello ritenuto accettabile».
Ad aver aggravato la situazione, anche la mancata iscrizione e ciò che ne è seguito.
L'importo relativo alla cessione dei giocatori, di fatto già svincolati -ma non ufficialmente- e pari circa a 11,3 milioni, deve essere detratto all'attivo patrimoniale.
L’operazione Mepal-Alyssa resta ancora il nodo della questione.
Per la Procura il credito è da ritenersi inesistente e «anche nel caso possa essere ritenuto esigibile, il complesso dei crediti dell’U.S. Città di Palermo vale circa la metà rispetto al complesso dei debiti ed è quindi assolutamente insufficiente a farvi fronte, nemmeno sul lungo periodo».
Nelle casse della società risultano al momento 41.710 euro, una cifra che non permetterebbe di pagare le spese correnti, tra cui lo stipendio dei calciatori. Quest'ultimi, ricordiamo, si stanno unendo alla richiesta di fallimento da parte della Procura di Palermo.
Il giudice Giovanni D'Antoni, dopo aver chiesto di allargare ad eventuali altre istanze, chiedendo che vengano acquisite informazioni presso Riscossione Sicilia in merito al totale complessivo dell'esposizione debitoria della società, si è astenuto; Gabriella Giammona è stata nominata presidente del collegio.
ALTRI ARTICOLI:
Redazione .jpg)