Eugenio Corini ed il suo derby del cuore
Il pallone sotto l'ombrellone: la partita del cuore di Eugenio Corini
Girovagando fra i ricordi di chi ha vissuto la storia del Palermo calcio, racconteremo in questa nuova rubrica, quella che è stata la partita del cuore per alcuni fra i protagonisti più amati dai tifosi rosanero.
Ad aprire per primo lo scrigno dei propri ricordi Eugenio Corini, indimenticabile Capitano della squadra rosanero che nel 2004 conquistò una storica promozione. Dal 2003 al 2007 il Genio è stato il condottiero di un Palermo che ha fatto sognare ad occhi aperti un’intera tifoseria. Tornato come allenatore il 30 novembre 2016, in sostituzione dell'esonerato De Zerbi, la sua esperienza sulla panchina palermitana è stata breve ma intensa ed ha suggellato in maniera definitiva il suo legame d’amore con una città che non dimentica mai i suoi eroi.
Eugenio Corini
«Ho avuto una carriera lunga e ci sono state tante partite significative alle quali sono molto legato, ma ne ho individuata una che ha un significato speciale per me e penso anche per il Palermo, perché fu il primo derby di serie B che giocai a Catania (9 novembre 2003) Questa partita fu particolare sia per la preparazione alla gara, che per tutto quello che ci avvicinò all’evento. Fu per noi una grande gioia, perché riuscimmo a battere il Catania e vincere per 2 a 0, con un mio gol su calcio di rigore ed un gol di Zauli su mio assist dopo un calcio di punizione Ho pensato molto a quello che ho vissuto durante la vigilia perché è in uso a Palermo, prima del derby, che i giocatori si dividano e vadano in giro nei vari club, in quanto la tifoseria ci tiene a far capire quanto è importante il derby e a quanto tutti i tifosi rosanero ci tengano a vincere questa partita. Con altri compagni di squadra andammo a visitare un paio di club, dove incontrammo i tifosi che ci fecero capire quanto valesse per loro questa vittoria. Da lì cominciò a salire la tensione e preparammo molto bene la gara, allora il Mister era Silvio Baldini. Arrivammo a Catania superblindati il giorno precedente, l'albergo distava mezz’ora/quaranta minuti dallo stadio, fu una situazione particolare. Durante questo ritiro, la motivazione aumentava, c’era voglia di essere protagonisti in un campionato che ci vedeva tra i favoriti e c’era l’obbligo di tornare in serie A, anche attraverso questa partita che a prescindere dai 3 punti, aveva anche un risvolto particolare, visto appunto che era derby sentitissimo.
Ricordo che quando arrivammo allo stadio fummo accolti in maniera non proprio piacevole, ma questo aumentò in noi la voglia di regalare alla nostra tifoseria una giornata speciale, i nostri tifosi non erano ancora arrivati, giunsero dopo l'inizio della partita, giusto un paio di minuti prima che ci assegnassero il calcio di rigore. Dopo il gol andai ad esultare sotto lo spicchio dei nostri tifosi e feci una capriola, non sono bravissimo dal punto di vista acrobatico, ma avevo promesso alla vigilia, a Toni e a Mutarelli, che se avessi fatto gol, avrei fatto una capriola. Mantenni la promessa e quindi fui felice di festeggiarlo così. Poi Berti sul 2 a 0 parò un calcio di rigore e fu protagonista di due/tre interventi straordinari che ci permisero di portare il risultato a casa . Fu una vittoria ottenuta col gioco, la volontà ed il carattere, ottenuta anche attraverso le prestazioni straordinarie di Gianluca Berti che, oltre a parare il rigore, fu decisivo in altri suoi interventi. Fu una bella giornata che ci fece capire che avevamo tutte le qualità e le caratteristiche per vincere quel campionato.
Dico sempre che sono stato fortunato ad arrivare nel posto giusto al momento giusto, c’era un clima pazzesco intorno alla squadra, un entusiasmo straordinario, che nella mia breve esperienza di allenatore ho percepito che c’è ancora, che esiste sempre e che basta poco a risvegliarsi.
Nella mia prima partita da allenatore contro il Chievo, vennero più di 25.000 persone in un momento oggettivamente delicato per la squadra. Fu un atto d’amore incredibile che non potrò mai dimenticare e che insieme a tanti altri ricordi faranno per sempre parte della mia vita.»
Redazione