Si avvicina la sfida di Pescara, che apre un ciclo di sei impegni ravvicinati che metterà a dura prova la tenuta atletica e caratteriale del Palermo. L'ampiezza della rosa a disposizione di Inzaghi permetterà però al tecnico di gestire le energe scrupolosamente, senza però rinunciare ad alcuni elementi cardine che stanno garantendo al Palermo continuità di risultati. Le principali testate si focalizzano sulle scelte di formazione del mister degli ultimi mesi, e su quelle che potrebbe riservare per il prossimo impegno all'Adriatico.
Diamo insieme un'occhiata ai contenuti più significativi pubblicati dai quotidiani in edicola oggi.
GDS - «INZAGHI E I MAGNIFICI UNDICI. IL PALERMO VOLA COI SOLITI NOTI»
Il campionato di Serie B si avvia verso un finale incandescente, con quattro squadre oltre quota 50 punti e in piena corsa per i due posti che valgono la promozione diretta in Serie A. Un equilibrio così serrato dopo 26 giornate non si registrava dalla stagione 2008/09. Il Palermo arriva a questo crocevia forte di una striscia di 14 risultati utili consecutivi, che ha consolidato la consapevolezza del gruppo di poter competere fino all’ultimo. Inzaghi ha individuato un assetto tattico ormai definito, il 3-4-2-1, fondato su gerarchie chiare e un'ossatura stabile, con undici titolari di riferimento e cambi pronti a garantire intensità e qualità per tutta la gara.
Tra i pali Joronen è una certezza, mentre in difesa sono intoccabili Bani al centro e Ceccaroni sul centrosinistra; resta più aperto il ballottaggio sul centrodestra, dove Peda ha conservato ampio spazio anche dopo l’arrivo di Magnani, superando nelle gerarchie anche Bereszynski. A centrocampo il quartetto Pierozzi–Segre–Ranocchia–Augello costituisce la struttura portante, con l’unica variazione potenziale rappresentata dall’inserimento di Gomes. In avanti, dopo la chiusura del mercato, si è riaccesa la scintilla di Le Douaron, che ha conquistato la fiducia del tecnico nonostante l’arrivo di Johnsen dalla Serie A, affiancando Palumbo con maggiore continuità. Alle spalle dei titolarissimi, giocatori come Magnani, Bereszynski, Gomes e lo stesso Johnsen restano alternative pronte a incidere in una rincorsa promozione che ora appare alla portata dei rosanero.
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GDS - «GOMES E BLIN, DA TITOLARI A RISERVE DI LUSSO»
Da pilastri della mediana nella scorsa stagione a riserve quasi permanenti in quella attuale: la parabola di Gomes e Blin è il risultato dell’esplosione di Segre e Ranocchia, divenuti imprescindibili nello scacchiere di Inzaghi, e di un cambio tattico che non valorizza appieno le loro caratteristiche. Le gerarchie attuali li vedono come alternative, e i numeri relativi alle loro presenze lo attestano: Gomes ha collezionato 21 presenze (di cui sei da titolare), Blin 17 (appena tre dal primo minuto).
Il confronto con il 2024/25 evidenzia questo cambio di tendenza: con Dionisi, Gomes partì titolare 27 volte su 38 (con 5 subentri), mentre Blin, anche a causa di un fastidioso infortunio muscolare, partì dal primo minuto per 17 volte. L’attuale 3-4-2-1 di Inzaghi, rispetto al precedente 3-5-2, riduce peso e densità in mezzo al campo per rafforzare la trequarti, privilegiando un profilo di corsa e fisicità come Segre, accanto a uno più tecnico e ordinato in impostazione come Ranocchia. Con tre impegni ravvicinati all’orizzonte, non è escluso un turnover, e il primo candidato è appunto Claudio Gomes, già titolare contro Modena e Sampdoria nel girone di ritorno.
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LA REPUBBLICA - «LE DOUARON O JOHNSEN: A PESCARA UNA MAGLIA PER DUE»
Il ballottaggio tra Dennis Johnsen e Jeremy Le Douaron ha elevato la competitività dell’attacco rosanero e prosegue ormai da quattro gare: tre volte è partito titolare il francese, una il norvegese. Per Filippo Inzaghi, però, l’impatto dei subentranti può essere determinante quanto quello di chi gioca dall’inizio, e non è esclusa la coesistenza dei due. La scelta dipende non solo dal rendimento in allenamento, ma anche dall’avversario: Le Douaron garantisce pressing e aggressività, Johnsen qualità tecnica e imprevedibilità. Emblematico il debutto del norvegese contro l’Empoli, quando un suo colpo di tacco ha innescato l’azione del 2-1 firmato da Pohjanpalo, contribuendo poi a gestire il vantaggio con giocate utili e falli conquistati.
Sul piano statistico, Le Douaron ha raggiunto già a quota cinque gol e due assist, a una sola rete dal bottino complessivo della scorsa stagione. Johnsen, invece, ha già servito un assist decisivo a Genova contro la Sampdoria per il gol di Augello, che ha avviato la rimonta fino al 3-3, ma è ancora alla ricerca del primo centro in maglia rosanero. Nelle ultime settimane i due si sono alternati anche nelle sfide contro Virtus Entella e Südtirol, con staffette attorno all’ora di gioco. In vista della prossima sfida contro il Delfino Pescara 1936, la scelta resta aperta, in un ballottaggio destinato a proseguire fino al termine della stagione
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CORRIERE DELLO SPORT - «INZAGHI "BLINDA" IL PALERMO CON MAGNANI»
Con appena 19 reti subite e 13 clean sheet, il Palermo vanta la miglior difesa del campionato, trasformata nel principale punto di forza della squadra di Inzaghi. Dopo le criticità difensiva della scorsa stagione, in estate è stata tracciata una netta linea di separazione: l’arrivo di Bani ha garantito leadership e solidità, mentre il ritorno di Magnani nel mercato invernale ha ulteriormente consolidato un reparto che già poteva contare sull’affidabilità di Joronen. Proprio la profondità dell’organico testimonia il salto di qualità rispetto al 2024/25: se Bani, alle prese con un lieve fastidio muscolare, dovesse essere risparmiato nella trasferta contro il Pescara , Inzaghi può contare su un’alternativa di pari livello come Magnani, provato al centro della difesa a tre.
La forza del Palermo risiede infatti nell’ampiezza delle soluzioni difensive, con giocatori duttili, intercambiabili e capaci di incidere anche in zona gol. Ceccaroni ha raggiunto quota tre reti in Serie B, eguagliando il suo primato con il Venezia, mentre Pierozzi, autore di cinque centri, ha già superato il suo record personale stabilito con la Reggina. In totale sono undici le reti arrivate dalla retroguardia, segno di una squadra compatta e pericolosa anche sui piazzati. In vista della gara dell’Adriatico, Johnsen è stato nuovamente provato sulla trequarti accanto a Palumbo, mentre Pohjanpalo non si è allenato in gruppo probabilmente per semplice gestione delle energie, e al netto di sorprese, sarà regolarmente al suo posto dal primo minuto.