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Ciccio Graziani a tutto campo quello contattato in esclusiva da Rotocalcio.org. L'ex attaccante del Torino, che ha trascinato i granata allo scudetto con il compagno di reparto Pulici nella stagione 1975-76, ha così commentato la cessione di
Belotti al Torino, accostato proprio a Graziani dal presidente Cairo: "Il calcio si vive nell'immediato quest'oggi, è difficile vedere un mister che programma, perché non si fa più, si vive di risultati. Ogni domenica è una guerra, calcisticamente parlando, ed ogni allenatore ha bisogno di giocatori navigati. Le società prendono giovani che prospettano futuro, come fanno l'Empoli e l'Atalanta.
Oggi il presidente del Palermo ha deciso di vendere un giocatore di prospettiva come Belotti perché è arrivata l'offerta giusta, e puntare su un altro di assoluto valore e rendimento che permette di fare un buon campionato quest'anno, poi l'anno prossimo si vedrà".
"L'allenatore ha la missione di fare risultato con i giocatori che ha, con quelli che gli mette a disposizione la società- ha continuato Graziani- il Torino con Belotti acquista un ragazzo di prospettiva, preso a 7.5 milioni per poi venderlo in futuro a 20. Non l'ha preso per fargli fare il comprimario come faceva a Palermo. Titolare nell'Under 21, ora il Toro deve prendersi la responsabilità di lanciarlo titolare in campionato.
Quagliarella, Maxi Lopez, Martinez e Belotti: chi deve stare fuori?".
Il nome forte dell'attacco rosa è
Alberto Gilardino, 33 anni, ma ancora con il fiuto del gol: "Anche a 70 anni farà gol, ma deve essere messo in condizione. Chi è abituato a fare gol lo farà sempre, se Gila troverà giusto ambiente assicura almeno 15 gol.
I gol si fanno a 20 anni come a 35, non ci si dimentica come si fa. Sarà avanti con l'età, ma la butterà sempre dentro".
I tifosi rosa sono contro l'acquisto perché ricordano il gol di mano in Palermo-Fiorentina e non solo, ecco cosa pensa l'ex allenatore di Fiorentina, Reggina e Catania: "Sono cavolate queste, se uno del Palermo faceva gol di mano che facevano? Lo fanno tutti e non si può trovare l'anima bianca. Ricordare il fallo di mano non serve a nulla, ora è del Palermo e non conta nulla il passato. Lui deve arrivare con entusiasmo e voglia di mettersi in gioco per salvare il rosa. Non possiamo stare dietro al fatto che non abbia detto che ha segnato di mano. Il tifoso deve essere felice del suo arrivo, deve vivere di presenze e affezionarsi al giocatore quando c'è".
Non poteva mancare un giudizio sul Palermo, visto all'opera da Graziani contro l'Avellino: "Manca qualcuno che da esperienza e qualità. Gilardino può essere il nome giusto, ancora nessuno è al top della forma. Tutte le squadre avranno bisogno di tempo per amalgamarsi e trovare la giusta sintonia. Il Palermo ha lavorato talmente bene da essere pronto alla prima di campionato:
da domenica prossima non si scherza più".
Infine un punto sulla situazione in serie A, quale la squadra da battere e chi le inseguitrici, con il Palermo in una posizione di tutto rispetto: "La Juventus ha perso pezzi importanti, preso giocatori nuovi che dovranno ambientarsi. I bianconeri sono la squadra da battere, non è vero che si sono indeboliti. Le milanesi faranno un campionato diverso dallo scorso anno, la Roma ha colmato la lacuna dalla Juve con Dzeko e Salah, sono corsi ai ripari. Oggi sono molto più vicini ai bianconeri di ieri. La Lazio potrebbe rifare il campionato dell'anno scorso. Per me sarà Juventus davanti a tutte, Roma subito dietro e Milan, Inter, Napoli, Lazio e Fiorentina a giocarsi il terzo posto.
Palermo? Con Samp, Genoa e Toro per andare in Europa League, ma intanto devono pensare alla salvezza".
Roby Pedivellano & Luca Bucceri