«Caporumma»+Zajc: 53 gol. Quanto tutto il Palermo
L'attacco dell'Empoli tra i migliori degli ultimi anni. L'ultima squadra che ha segnato tanto? Quella di Zeman, Immobile e Insigne
Quando l’attacco fa la differenza.
Sono sostanzialmente due le filosofie che caratterizzano lo stile di gioco di una squadra di calcio.
C’è la corrente che per anni ha monopolizzato l’approccio italiano: prima non prenderle. E la logica, del resto, dà forza a questa idea: se non subisci gol, basta realizzarne uno per portare a casa i tre punti.
Poi c’è l’altro ramo, più divertente e senz’altro rischioso: fare un gol in più degli avversari.
Si va all’attacco, si pressa a tutto campo per rubare il pallone agli avversari ed attaccarli con tanti uomini. Magari non si segna, forse si subisce in ripartenza. E allora di nuovo, con insistenza, finché il gol non arriva.
Tutto il calcio italiano, storicamente, si è fondato sulla prima corrente di pensiero: difendere con ordine e ripartire. Il prezzo da pagare è tutto a carico degli spettatori, soprattutto di quelli che non godono dei dettagli tattici nei 90 minuti e preferiscono l’azione, i repentini cambi di fronte, insomma poter apprezzare in una partita di calcio quello che, in fondo, è il fine ultimo di questo sport: il gol.
Se c’è una squadra che in questa Serie B può affermare di aver vinto la sfida dello spettacolo senza lasciare punti per strada, quella è l’Empoli di Aurelio Andreazzoli.
82 gol realizzati, 46 subiti; primo posto in classifica con un distacco abissale (+13) sulla seconda; 22 vittorie, 10 pareggi, appena 5 sconfitte.
Ed un attacco letale, che ha punito le piccole e le grandi senza fare disparità.
Anzi, proprio contro le “big” della serie cadetta, gli avanti azzurri non si sono mai risparmiati: 4 gol tra le mura amiche del Frosinone, del Bari e del Perugia;
4 gol in casa contro il Palermo ed il Parma, 3 contro Venezia, Frosinone e Bari. Tutte le dirette concorrenti maltrattate, che fossero in trasferta o dentro casa.
E c’è un dettaglio che salta all’occhio ed amplifica il grande lavoro di Andreazzoli nella produzione offensiva della sua squadra: il trio Caputo-Donnarumma-Zajc ha messo a segno 53 gol.
53, come le reti realizzate da tutto il Palermo; uno in più del Bari, due in più del Parma, cinque in più del Venezia ed appena sei in meno del Frosinone.
Numeri che mettono i brividi, ancor di più se comparati alle passate stagioni in cadetteria: l’anno scorso il miglior attacco fu quello della Spal, con 66 gol; due anni fa quello del Cagliari, con 78; nel 2014/15 quello del Pescara, con 69; quattro anni fa, nel campionato dei record rosanero, il miglior attacco fu quello del Modena, con 65 reti messe a segno.
Per trovare una squadra che abbia segnato tanto in Serie B negli ultimi anni (il record assoluto appartiene alla SPAL nella stagione 1949/50) si deve tornare al campionato 2011/12, quando il Pescara di Zeman realizzò 90 gol: per intenderci, era la squadra di Immobile, Insigne e Verratti.
E, c’è da giurarci, a cinque giornate dal termine, con il titolo quasi in tasca, Andreazzoli&co possono infrangere quel record.
Redazione