De Zerbi tra colpe e attenuanti. Zamparini, adesso come lo paghi?
Il tecnico lascia a Corini, dopo 90 giorni di speranze, cambiamenti e delusioni. Ma le colpe non sono solamente sue.
Da rivoluzione a involuzione. Il fenomeno De Zerbi chiude i battenti dopo 90 giorni. Un modo di affrontare il calcio e l’avventura palermitana secondo alcuni spregiudicato, secondo altri arrogante. Risultato: bocciatura senza appello. La prospettiva dell’inesperienza ribaltata dal principio della sana incoscienza: la formula sembrava funzionare, prima della discesa negli inferi. L'ultimo posto il punto più basso, l'estromissione dalla Coppa Italia uno schiaffo inaccettabile persino per uno Zamparini nell'inedita veste di pompiere sino a lunedì scorso.
Colpe ed errori non mancano, ma De Zerbi paga le scelte societarie in sede di calciomercato. Si è giocato sul risparmio e sulle scommesse a scatola chiusa, o per meglio dire acerba. Giovane ed esotico hanno fatto rima con "low cost": il black friday al mercato degli sconosciuti ha fruttato un Nestorovski e tante delusioni. Se poi il tecnico va fuori giri, il corto circuito è inevitabile. L'esonero la via di fuga scelta, per l'ennesima volta, dal patron: anche perché il torto è sempre da ascrivere all’allenatore di turno. A prescindere dalla realtà dei fatti.
De Zerbi va via con l’assicurazione di un biennale a 500mila euro netti e una clausola post-esonero da incassare, oltre al bagaglio di dodici panchine (undici, togliendo l’esordio con squalifica contro il Napoli) nel massimo campionato. Zamparini adesso grida all'inadempienza contrattuale: mossa per limitare i danni economici, con ogni probabilità. Il Palermo rimane impantanato nelle sabbie mobili di una classifica allarmante. La bilancia, evidentemente, pende dalla parte dell’ex fantasista di Catania e Napoli. Spazio a Corini, sino al prossimo ribaltone.
Redazione