Embalo: Da Gattuso ho imparato tanto, con Boscaglia la fiducia

Embalo: Da Gattuso ho imparato tanto, con Boscaglia la fiducia

 

Nonostante abbia patito fame, vissuto la guerra, e perso i genitori, Embalo non si è mai arreso e ha sempre fatto tanti sacrifici per una vita migliore: "Il calcio - racconta nell'intervista rilasciata al Gds - è stata la mia salvezza. La prima scuola calcio era ad un centinaio di chilometri da casa, per arrivarci dovevo aspettare che qualcuno mi desse un passaggio con un camion e con un’auto. La seconda era più vicina, per arrivarci bastava mezzora". 

Da lì, dopo un lungo viaggio, il salto in Senegal: "Eravamo stipati in una specie di Panda, da Bissau a Dakar dodici ore con temperature vicine ai cinquanta gradi e senza aria condizionata, ma si sta meglio che in Guinea. Per undici mesi rimasi solo ad allenarmi, volevo tornarmene a casa come avevano fatto gli altri miei amici, ma mia madre mi disse che ero ormai un uomo e che dovevo inseguire il mio sogno. Piansi tante volte, però non scappai e giocai anche il primo torneo in Europa, a Torino. Arrivare in Italia fu come arrivare in paradiso, appena atterrai dissi a me stesso che sarei dovuto restare lì, ma non fu così, andai in una squadra portoghese di Serie B". 

La svolta della sua vita: "Conosco Beppe Accardi che dienta il mio agente e a lui devo tutto. Arrivo a Palermo, con Gattuso allenatore. Mi ha insegnato tanto, mi ha spiegato il calcio italiano che è diverso da quello portoghese". 

A Palermo Embalo non convice, e viene dato prima in prestito al Carpi, poi al Lecce e infine al Brescia: "Boscaglia mi ha dato fiducia e io l’ho ricambiata sul campo".