De Laurentiis, dimmi come si fa

Nel 2004 il Napoli era in C. Poi ha vinto trofei, ha giocato la Champions e lotta per lo scudetto. E il bilancio è a posto.

De Laurentiis, dimmi come si fa

Quando dall'avversario c'è solo da imparare.

Il Palermo zoppicante e trasandato ospita la squadra che gioca il miglior calcio d'Italia e di buona parte d'Europa. Un portiere di grande esperienza alle spalle di una difesa ristrutturata dopo una stagione sotto tono, che lavora in perfetta sincronia col centrocampo dinamico e roccioso tutto al servizio del secondo attacco più prolifico della serie A.

E così la breve distanza geografica che ci separa dai partenopei si fa incolmabile volgendo lo sguardo al progetto societario finanziato e condotto da Aurelio De Laurentiis.

Dal 2004 (anno del fallimento e della retrocessione in C1) ad oggi, il Napoli ha conseguito due promozioni, ha vinto due Tim Cup e una Supercoppa italiana; si è qualificata due volte alla Champions League, ha terminato la stagione 2012/13 al secondo posto e adesso lotta a pieno titolo per lo scudetto.

In appena dieci anni, gli azzurri hanno riportato una squadra del Sud a lottare per il vertice. La dirigenza raccoglie i frutti di una gestione attenta alle finanze quanto al livello tecnico: per un campione che parte, uno che arriva; fiducia ai giovani (26,3 è l'età media della squadra) "protetti" dal blocco dei cosiddetti senatori; massimo appoggio all'allenatore; investimenti nel settore giovanile e reali progetti per il nuovo stadio.

Oggi il Napoli si attesta come società virtuosa del nostro calcio – per otto anni consecutivi il bilancio è stato chiuso in attivo – che con il lavoro svolto può raggiungere quell'obiettivo che manca dai tempi di Maradona.

E verrà al Barbera forte di un centravanti che ha fatto già 26 gol contro la seconda peggior difesa del campionato.

Sono numeri che fanno rabbrividire e, in qualche misura, mettono un po' di nostalgia.

Perché una volta, non troppo tempo fa, anche il progetto rosanero sembrava avere un futuro simile, e gli azzurri di Sarri verranno per ricordarci che sì, è possibile, si può fare.