IN (SUPER)LEGA CALCIO DILAGA L’IPOCRISIA
Indignazione, rabbia, comunicati, ultimatum e alla fine la Super Lega, la competizione che vedeva protagonisti i top club d’Europa, è stata sospesa e il progetto, al momento, rinviato.
Poche settimane dopo, la Lega Serie A ha deciso di cambiare format alla prossima Coppa Italia escludendo dalla competizione i club di Serie C e Serie D. A partire dall’edizione 2021/2022, alla seconda competizione calcistica nazionale parteciperanno 40 club (20 di Serie A e 20 di Serie B) escludendo di fatto le squadre di Lega Pro e quelle dei Dilettanti.
Alla base della decisione emersa dalla riunione in Lega di A, la volontà di rendere maggiormente appetibile la competizione, proponendo il maggior numero possibile di partite competitive.
Ebbene ora ci si chiede come mai nel giro di poche settimane dalla nascita e dalla sospensione della Super Lega, ritenuta una competizione elitaria, lontana dai giusti valori del calcio, la Lega di Serie A ha deciso di fare esattamente la stessa cosa per salvaguardare i diritti economici della competizione?
Se il mondo è ricco di ipocrisia, quello del calcio ancora di più. Un Alessandria-Milan o un Pordenone-Inter non avranno certamente l’audience di un match di semifinale che vede in scena il derby d’Italia o quello di Milano, quindi meglio evitare che le cenerentole del calcio arrivino così in alto e impedire maggiori incassi dai diritti tv.
La decisione della Lega di A ha scatenato di fatto l’indignazione del Presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli, che ha sottolineato come ciò sia una «visione elitaria del calcio, incapace di avere una visione di sistema». L’esclusione di club minori porta ad una suddivisione di introiti tra le squadre della prima e della seconda serie, impedendo di fatto alle squadre di Serie C di avere degli incassi che di certo potrebbero servire per dare una boccata di ossigeno a delle casse già abbastanza compromesse.
Cambiare ci sta, è lecito, ma farlo in questi termini fa perdere di credibilità l’organo di competenza. La Super Lega, decisa per salvaguardare i ricchi club d’Europa no, la Coppa Italia senza i club di Serie C e di Serie D per salvaguardare le ricche d’Italia sì.
Invece di migliorare il torneo rendendolo più interessante e prendendo esempio dalle migliori leghe estere (in quella inglese partecipano squadre di tutte le categorie) si sceglie la strada più breve, quella dell'ipocrisia. Super ipocrisia.
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Redazione