Confindustria su imprenditori palermitani: Noi non c'entriamo
Per il Presidente, Alessandro Albanese, il gruppo di imprenditori palermitani non è vicino a Confindustria Palermo
In questi ultimi giorni, rumors sempre più insistenti danno per certo l'interesse di un gruppo di imprenditori palermitani, vicini al mondo Confindustriale, ad acquisire le quote societarie del Palermo Calcio. Un progetto più che concreto, che vedrebbe anche il coinvolgimento dei tifosi rosanero sul modello spagnolo. Abbiamo cercato di fare chiarezza con Alessandro Albanese, Presidente di Confindustria Palermo, il quale ha però escluso che la cordata palermitana sarebbe vicino a Confindustria: “Non siamo noi e non sappiamo di chi si tratti” ha affermato con decisione. “Da considerare – ha proseguito – che il tessuto economico sociale della città è formato soprattutto da piccole e medie imprese, che tutte insieme unite rappresentano una grande forza, ma che prese singolarmente non possono certamente avere la forza economica di sostenere i grandissimi investimenti che richiede il calcio moderno”. Inimmaginabile, dunque, a Palermo un imprenditore di caratura come Squinzi che è riuscito a portare il suo Sassuolo nel calcio che conta, e poco probabile, secondo Albanese, una cordata di piccoli e medi imprenditori palermitani interessati a rilevare il Palermo. Valida alternativa potrebbe essere, a suo dire, l’azionariato popolare diffuso, una chiave vincente che dovrebbe coinvolgere non solo la città, ma l’intera Provincia, sul modello del Barcellona calcio, un'iniziativa che a tutt’oggi non è stata ancora vagliata da Confindustria. "Il calcio ha senza dubbio una valenza sociale ed economica enorme - ha spiegato – ed è logico che una squadra che retrocede porti in serie B l’intera città. Per attuare il modello Barcellona, però, bisogna trovare le condizioni e la volontà giusta che riguardi tutta la provincia di Palermo e che coinvolga non solo noi, ma tutte le categorie produttive: professionisti, sindacati e cittadini. Un'idea bellissima che ad oggi non rientra nei nostri piani; dobbiamo considerare che le grandi squadre sono in mano a gruppi che si rifanno a cinesi, arabi o a mecenati come Squinzi. Io, in questo momento, non darei troppo fastidio a Zamparini, che per 15 anni ci ha fatto deliziare con i migliori giocatori del mondo, vediamo come finisce questa trattativa con gli Americani e poi si vede”.
Redazione