«Che fine ha fatto?»: Makienok, il gigante che sfidò il destino

Il nuovo protagonista di questa rubrica è l'ex attaccante dei rosanero

«Che fine ha fatto?»: Makienok, il gigante che sfidò il destino

Di Roberto Aiello

Il protagonista di oggi della vostra amata rubrica "Che fine ha fatto" è Simon Makienok: attaccante danese che i tifosi rosanero ricordano soprattutto per quei 201 centimetri di presenza fisica che sembravano promettere montagne di gol alla Toni e che invece, in rosanero, non si sono mai visti.

Simon Makienok Christoffersen nasce il 21 novembre 1990 a Næstved, in Danimarca. Cresce tra i campi danesi, si afferma a Brøndby come uno dei centravanti più promettenti del nord Europa, e nell'estate del 2014 arriva a Palermo con un'etichetta importante: il Palermo lo acquista dal Brøndby per una cifra riportata intorno ai 2,3 milioni di euro. Sulla carta, l'ennesimo colpaccio alla Zamparini: fisico imponente, piedi che ci sono, testa d'area. Il "Peter Crouch danese", lo chiamavano già.

In realtà, con la maglia rosanero Makienok non ha mai trovato il ritmo giusto. Il Palermo lo spedisce subito in prestito: prima al Charlton Athletic, dove segna 5 gol in una stagione conclusa con la retrocessione dalla Championship, poi al Preston North End, dove paradossalmente diventa una specie di eroe di culto: sei gol in 29 partite, tra cui una tripletta in Coppa contro il Bournemouth della Premier League.

Nel 2017, il Palermo lo libera definitivamente: Makienok firma un triennale con l'FC Utrecht, dove avrebbe dovuto raccogliere l'eredità di Sébastien Haller come riferimento offensivo.
Qui la storia si fa quasi romanzesca: dopo appena due presenze in Europa League, si infortuna al ginocchio e sparisce dai campi per quasi due anni interi, tra operazioni, ricadute e una lotta silenziosa contro il buio. In un'intervista radiofonica danese, Makienok ha ammesso di aver vissuto momenti in cui si era "quasi sentito depresso" durante quell'assenza forzata.

Il ritorno, nell'ottobre del 2019, è da film: torna in campo in Coppa d'Olanda, segna al 90', e scoppia in lacrime a fine partita. Una scena che, per chi segue il calcio con affetto umano prima che sportivo, vale più di cento gol normali.

Dopo Utrecht, il giro si fa più modesto ma non meno dignitoso: Dynamo Dresden in Germania, poi FC St. Pauli, infine il ritorno in patria. Infine, il 29 agosto 2025 arriva il suo ritiro, con l'Hvidovre come ultima squadra.
Oggi, a soli 36 anni, dopo una carriera vissuta per intero, tra i sogni di Serie A e due ginocchia che non gli hanno mai dato tregua, il gigante danese ha appeso le scarpette al chiodo. Il suo futuro non è ancora scritto e stando alle ultime notizie, Simon non ha ancora preso una decisione su quello che farà.

Makienok non entrerà nell'olimpo dei grandi attaccanti rosanero, quelli li contiamo sulle dita di una mano, ma rappresenta il classico giocatore che ha saputo costruirsi la sua storia altrove, pezzo dopo pezzo, con una resilienza che merita rispetto.

Noi di Forzapalermo.it salutiamo Simon, e gli facciamo i nostri auguri per il suo futuro, qualsiasi esso sia.

E voi, Palermofili, ci avete mai creduto davvero che Makienok potesse diventare il nuovo Toni? Scrivete il vostro ricordo nei commenti.

Fonte foto: profilo Instagram ufficiale Simon Makienok.