Cessione Palermo: a che gioco stiamo giocando?
Il campo lo conosciamo bene, i giocatori (due su tre) pure. Resta da capire una cosa, la più importante: a che gioco stiamo giocando?
Ieri mattina per Palermo un risveglio con sorpresa: la settimana scorsa Maurizio Zamparini e Raffaello Follieri hanno sottoscritto un accordo preliminare per la cessione del Palermo calcio, si legge su La Repubblica Palermo nell'articolo firmato da Massimo Norrito. E fin qui niente di eclatante, perché di accordi preliminari poi disattesi è piena la storia del mondo, a partire da Adamo ed Eva nel Giardino dell'Eden.
L'aspetto più importante dell'indiscrezione resa nota da La Repubblica, però, riguarda il prezzo da pagare qualora una delle parti in trattativa decidesse di tirarsi indietro: non sono indicate le cifre ma, scrive Norrito, una marcia indietro sarebbe possibile "solo con un bagno di sangue a livello economico per le penali che ci sarebbero da pagare". Basterebbe questo dettaglio per presumere con ragionevole certezza che davvero, mai come questa volta, il Palermo sia in procinto di essere ceduto. Tra le righe del pezzo di Norrito anche la cifra dell'accordo, vicina ai 50 milioni di euro, e la pista privilegiata di cui gode Follieri, un'esclusiva al tavolo delle trattative che, almeno fino al 24 ottobre, terrà ai margini gli altri due interlocutori di Zamparini, ossia Antonio Ponte e la cordata americana.
Dunque, affare fatto. Anzi no, per niente. Perché a distanza di 24 ore è lo stesso Zamparini a smentire l'esistenza di ingenti somme da pagare in caso di passo indietro.
"Ma quali penali?" tuona il patron rosanero intervistato dal Giornale di Sicilia e da La Gazzetta dello Sport. "Gli ho detto di portare le garanzie, quando le porteranno si vedrà", specifica Zamparini.
Tutto come prima, allora? Non esattamente: il proprietario del Palermo conferma l'esclusiva concessa a Follieri, "nel senso che aspettiamo le garanzie entro il 24-25 ottobre", ma non risparmia una sferzatina all'imprenditore pugliese perché "abbiamo firmato una lettera di riservatezza, ma se poi esce sui giornali che riservatezza è?".
Allora, ad oggi, quali sono le certezze?
1 - Il patron Zamparini ha deciso di cedere l'intero pacchetto azionario del Palermo. Non più gradualmente, dunque, ma in un'unica soluzione. Scelta che penalizza Antonio Ponte e avvantaggia Follieri.
2- Follieri ha dieci giorni di tempo per presentare le garanzie richieste da Zamparini. Cosa intende il patron quando parla di garanzie? Semplicemente - si fa per dire - la somma su cui si è trovata l'intesa nell'accordo preliminare: se il finanziere pugliese porterà al tavolo i milioni richiesti ("per la società, non per me" ha specificato MZ), il Palermo sarà suo. Anche perché la garanzia sull'effettiva disponibilità di fondi da parte dei Follieri è stata riconosciuta dalla banca britannica HSBC. E se non arrivassero i soldi entro il 24-25 ottobre? Rientrebbero in gioco Ponte e gli americani.
3 - L'affare con Follieri non è ancora andato in porto perché è tuttora in corso il calcolo dei debiti del Palermo, che ammonterebbero a circa 20 milioni. Una volta definito questo aspetto, si potrà stabilire l'effettivo prezzo di vendita del Palermo.
4 - È necessaria l'approvazione del bilancio e la verifica da parte dei revisori: il 26 ottobre l'Assemblea dei soci è chiamata ad approvare il documento da inviare alla Covisoc. Situazione complessa, soprattutto perché restano circa 22 milioni di credito verso Alyssa per la compravendita del marchio.
Conclusioni? Appena 24 ore fa tutti, dai tifosi agli addetti ai lavori, hanno pensato che la parola fine fosse più vicina. Un giorno dopo, la distanza si è leggermente ampliata. E mentre Zamparini sul palco gestisce il tavolo delle trattative non escludendo alcun interlocutore, la platea rosanero continua a chiedersi: ma a che gioco stiamo giocando?
Redazione