Il Palermo si lancia nel futuro, tra dubbi risolti e diffidenza

A precise domande, risposte dettagliate. Ma non del tutto. Le perplessità persistono.

Il Palermo si lancia nel futuro, tra dubbi risolti e diffidenza

 

Scetticismo e diffidenza sono da sempre armi contro le fregature. Sono doti, se non virtù, che spesso scacciano le illusioni e procedono oltre le parole, in attesa dei fatti.

 

E l’approdo del presidente Paul Baccaglini ha risvegliato questi ed altri sentimenti ormai assopiti nella gente di Palermo.

 

L’appeal mediatico del nuovo chairman è coinvolgente ma discreto, mai sopra le righe. Baccaglini fa cose normali, comuni - compreso il tatuaggio dello stemma anni ‘80 -, e Palermo si innamora: la passeggiata al mercato della Vucciria, la diretta Facebook, l’esultanza al gol di Nestorovski e la delusione un attimo dopo, la battuta pronta agli incontri con le istituzioni.

 

Ma un istante dopo l’innamoramento, arrivano i dubbi, le domande e le incertezze di un popolo, quello rosanero, che ha nel dna anche sofferenza ed amarezza.

 

Il primo ragionevole dubbio è venuto in relazione ai tempi apparentemente troppo stretti per aver concluso una trattativa così importante. La domanda frequente era: in due settimane avete chiuso un affare di questa portata?

E Baccaglini ha risposto durante la prima conferenza stampa: i contatti con Maurizio Zamparini hanno avuto inizio questa estate, sono passati più di sei mesi.

 

Il secondo ragionevole dubbio è sorto in seguito ad una errata indagine giornalistica condotta da un quotidiano regionale ed alla conseguente pubblicazione frettolosa di una non notizia: l’Integritas Capital contattata non era quella a cui Baccaglini fa riferimento. Lo stesso neo presidente ha avuto cura di chiarire, anche qui durante la presentazione in conferenza stampa: la società di intermediazione e consulenza finanziaria di cui fa parte si chiama Integritas-Capital, «con il trattino in mezzo» ha specificato.

 

Il terzo e più ingombrante dubbio riguarda non solo la provenienza, ma soprattutto la reale disponibilità di questi fondi che non hanno ancora un’identità. Perché Baccaglini non si espone? Perché continua a non dare cifre e nomi degli investitori? Fin qui, si è parlato tanto di infrastrutture sportive (finalmente) e, seppur in tono scherzoso, di speculazione finanziaria; e poco si è detto sui progetti che la nuova dirigenza sta studiando per il futuro. Che non è affatto distante, perché il 28 maggio alle 17, quando il match interno contro l’Empoli sarà terminato, il Palermo dovrà rialzare la testa, guardare avanti e scoprire nuove vie tracciate da nuovi leader, per tornare competitivo di fronte al proprio pubblico e al palcoscenico italiano, che sia rimasto nella massima categoria oppure no.

 

Qui, le perplessità persistono ed i dubbi non trovano chiarimenti. Si dovrà aspettare il 19 aprile, poco più di un mese, per scoprire il volto del denaro che con Baccaglini transiterà nella casse del Palermo Calcio.


Fino ad allora, a nessun tifoso rosanero potrà essere negata la legittima corazza di diffidenza contro il “nuovo che avanza” e di estrema attenzione per i propri colori.