La mia passione: la storia di Francesco, un amore tutto rosa e mai nero
Il primo episodio della nostra nuova rubrica, dove le vostre gioie sono le protagoniste
Di Roberto Aiello
Cari amici ed amiche rosanero, da oggi parte la rubrica "la mia passione", uno spazio dove le vostre storie sono le protagoniste. In questo primo racconto, vi proponiamo la storia di Francesco e del suo amore più rosa che nero verso il Palermo.
Purtroppo il mio primo approccio con quella che sarebbe stata la mia squadra del cuore per tutta la vita e che lo sarà fino a quando i miei occhi la potranno vedere ed il mio cuore batterà forte ad ogni partita, dicevo purtroppo quell’avventura non iniziò nel migliore dei modi, il Palermo perse in casa contro la Spal e nella successiva partita in casa perse anche con il Torino.
Fu un anno triste che alla fine sancì la retrocessione dei rosa in Serie B ma che non scalfì l’amore infinito che nacque tra me un bambino di sette anni e quella magica ed unica maglia rosa.
Seguirono tanti anni di Serie B con alti e bassi, con poche soddisfazioni e con l’attesa nei pomeriggi delle domeniche di sentire l’urlo dei venditori del famoso “Lampo sport” che recitava con “a vittoria ru Paliermu” quando il Palermo vinceva, con “a partita ru Paliermu” quando il Palermo pareggiava o perdeva.
Due fogli di colore rosa che profumavano di inchiostro di stampa e che noi tifosi aspettavamo per leggere le prime cronache della partita del Palermo appena terminata, il tutto accompagnato da una magnifica arancina alla Birreria Italia o al fegato amaro dopo una sconfitta.
Poi dopo anni di sofferenza il ritorno in Serie A e quella formazione che nessuno di noi amanti dei colori rosa di quei tempi potrà mai scordare: Ferretti, Costantini, De Bellis, Lancini, Giubertoni, Landri, Perucconi, Landoni, Bercellino II, Benetti, Nova, che squadra.
La mia frequentazione con lo Stadio della Favorita fu senza soluzione di continuità fino a quando non cominciai anche io a calcare i campi da gioco e ciò mi portò anche a giocare contro la squadra rosanero, allenata quell’anno da Corrado Viciani, in un'amichevole del giovedì disputata allo stadio con tra il pubblico numeroso che venne ad assistere a quella gara, amici e parenti compreso il mio papà altro malato dei colori rosanero, pensate che dopo una certa età non andò più allo stadio per non rischiare un infarto e non voleva saperne di seguire l’andamento delle partite ma solo il risultato finale e preferiva uscire con mia madre in modo da non sapere cosa stesse succedendo.
Ebbene in quella amichevole fui marcato da Zanin, al centro della difesa rosa c’era Pighin e poi i vari Ballabio, Barlassina ecc. in porta il palermitano Trapani, dicevo in quella amichevole riuscii a segnare due gol ad inizio gara di cui uno di testa ed uno con un delizioso pallonetto approfittando di una incertezza tra Zanin e Trapani, poi Viciani sul 2 a 0 per noi si incazzò, sospese la partita, si “cazziò” per bene i suoi che ripresero a giocare come se stessero facendo una finale di Champions e la partita fini 9 a 3 per il Palermo.
In quell’occasione fu richiesto il prezzo del mio cartellino ma il mio Presidente sparò grosso e la cosa non andò in porto.
L’attività di calciatore prima e di allenatore poi mi rese difficile seguire di persona le partite del Palermo fino al campionato di Serie D dopo il fallimento, in quell’anno rifeci l’abbonamento con mio figlio il piccolo e mio figlio il grande, pur non risiedendo a Palermo, si abbonò consapevole di non poter vedere neanche una partita.
Francesco Sortino


Redazione