Caos Catania: ecco come funzionava il “Treno del gol”

Nel corso della conferenza stampa tenutasi alle 11 presso la Procura di Catania sono stati resi noti ulteriori dettagli relativi all’indagine "Il treno del gol" che ha portato all’arresto dei vertici dirigenziali della società etnea. Secondo quanto dichiarato dagli inquirenti, a capo dell’organizzazione volta ad evitare la retrocessione in Lega Pro acquistando le ultime partite del campionato ci sarebbe lo stesso Pulvirenti, il quale si occupava della fase ideativa, dando il via al tentativo di combine.

A quel punto, ottenuto l’ok da Impellizzeri (che finanziava l’associazione), contattava il direttore generale Delli Carri, amico (fin dai tempi del Pescara) di Arbotti, procuratore sportivo e agente Fifa che vantava quelle conoscenze necessarie per avvicinare i calciatori sensibili alle offerte di denaro. Una volta ottenuto il contatto con un calciatore, Pulvirenti comunicava tutto a Impellizzeri che si occupava di avviare la fase esecutiva con la consegna finale del denaro (che andava dai 10.000 ai 20.000 euro a partita) destinato al giocatore via via oggetto di corruttela.

Secondo quanto evidenziato dalle indagini, questo schema si sarebbe ripetuto in occasione di cinque partite del Catania:

Varese – Catania del 2 aprile 2015, terminata con il risultato di 0-3

Catania – Trapani dell’11 aprile 2015, terminata con il risultato di 4-1

Latina – Catania del 19 aprile 2015, terminata con il risultato di 1-2

Catania – Ternana del 24 aprile 2015, terminata con il risultato di 2-0

e Catania – Livorno del 2 maggio 2015, terminata con il risultato di 1-1.

Indagini sono in corso anche per il match Catania – Avellino del 29 marzo 2015 terminato con il risultato di 1-0.

Sonia Melilli Seguimi su Twitter