Basta calci, ridateci il nostro calcio
Una stagione intera a parlare di tutto, tranne che di calcio
Vorremmo parlare di pallone e invece abbiamo passato un'intera stagione a parlare di altro. Perfino allo stadio, durante le partite del Palermo di questo campionato, invece di guardare il campo in molti preferivano concentrarsi sul proprio smartphone. Soltanto 10 sussulti per i sostenitori rosa quest'anno fra le mura amiche. Dieci gol, che solo in due casi hanno dato la gioia della vittoria. 29 volte, invece, i tifosi hanno dovuto inghiottire l'amaro gusto del gol subito. In casa. Fuori casa il Palermo ha invece incassato 44 gol. Una media complessiva terribile: più di due gol per ogni incontro.
Poche le azioni da gol imbastite, pochissimi i pali o le traverse colpiti.
Quattro vittorie complessive, sette pareggi, ben ventitre sconfitte.
Allo stadio, nelle trasmissioni sportive, nei bar, si è parlato di tutto, tranne che di calcio.
Il discorso più quotato, naturalmente, è stato quello relativo alla vendita della società.
In seguito all'illusione Frank Cascio di questa estate, si è parlato a lungo di cinesi e di altre trattative parallele. Poi è arrivata la sorpresa Baccaglini.
Il palermitano medio si è fatto una cultura su tutto ciò che concerne una cessione societaria: ha imparato termini perlopiù sconosciuti, come due diligence, closing, signing...
I giornalisti sportivi sono diventati economisti, studiando e analizzando bilanci economici, stati patrimoniali e tanto altro.
Ma il protagonista di quasi tutti i commenti, neanche a dirlo, è stato lui, Maurizio Zamparini. In questa maledetta stagione ha subito contestazioni continue, perfino da chi per anni lo aveva difeso e non smetteva di dire grazie. Ad un certo punto chiunque ha detto basta.
L'ex presidente ha mollato, inesorabilmente. Forse per l'età, forse perché ha problemi economici, ma è sotto gli occhi di tutti che non gli interessava più fare calcio a Palermo.
La città in questi mesi si è riempita di scritte: Zamparini vattene è quella che va per la maggiore. Per non parlare di facebook: un proliferare di gruppi e di pagine in cui il nemico numero uno è lui, quel presidente che tanto ha dato ma che tanto ha tolto.
Ed il calcio è passato in secondo, forse in terzo piano. Sconfitte su sconfitte, gol su gol, emozioni negative su emozioni negative, bocconi amari, uno dopo l'altro... Qualcuno ha smesso perfino di esultare.
Una stagione a parlare di altro, senza speranze, senza gioie sul campo e con poche certezze per il futuro. Uno stillicidio in piena regola, un solo responsabile.
La serie B è alle porte, un declassamento che ci sta tutto, per una società che ha lasciato le redini e ha abbandonato il club ad un destino amaro.
Si riparte da dove Zamparini ci ha presi. Da un campionato cadetto lungo e difficile, con un mercato tutto da fare, con una società tutta da riorganizzare, con dubbi e incertezze. Ben vengano un nuovo percorso e un nuovo progetto, ma sia chiaro, "basta calci", i palermitani hanno voglia di tornare a parlare di calcio.
Redazione