Baccaglini si racconta: dagli USA a Le Iene, fino alla Finanza
L'intervista al neo presidente del Palermo Calcio.
Paul Baccaglini si racconta.
Nel corso di un’intervista a Vanity Fair, il neo presidente del Palermo fa un salto nel passato: figlio di un ricercatore di Washington e di una psicologa di Conegliano Veneto, Baccaglini cresce tra Chicago, Pittsburgh e New York, per poi seguire la madre in Italia, a Padova, all’età di 15 anni.
Quattro anni dopo, Baccaglini conosce Claudio Cecchetto, che lo lancia nel mondo radiofonico. Da lì, la carriera televisiva, prima a Le Iene, dopo con l’amico Pif: «Non sembra, ma io e lui siamo simili», dice Baccaglini.
Poi arriva la Finanza. «Ho ereditato la passione da mio padre, che investiva in Borsa. Ho iniziato a occuparmi di finanza seriamente dopo l’esperienza delle Iene, nel 2010. All’inizio, ho investito diecimila euro miei. È andata bene e ho creato un family fund, in cui gestisco i soldi di parenti e amici di famiglia. Circa un milione di euro. Quanto ho guadagnato? Meglio non entrare nel dettaglio».
E nel corso dell’intervista, Baccaglini non entra nel dettaglio neanche quando si parla del fondo d’investimento che rileverà il Palermo, «perché poi la gente va a cercare online e magari non trova niente», «l’operazione riguarda anche altri asset», «la privacy è un valore nel mondo della finanza», «i miei clienti preferiscono restare anonimi».
Ma il presidente conferma per l’ennesima volta: «Posso solo dire che entro il 30 aprile concluderemo l’acquisto».
In molti si chiedono: perché assumere la carica di presidente un mese e mezzo prima del closing? «Perché dovevamo dare una scossa alla squadra e ai tifosi, ci siamo detti: Prima cominciamo e meglio è».
E Baccaglini ci crede, nonostante le difficoltà della squadra e della società: «Ci sono margini di profitto altissimi. Pensi all’internazionabilità del marchio Palermo, agli emigrati siciliani nel mondo, ai nati in America da genitori che hanno abbandonato l’Italia con le lacrime e le valigie di cartone. Sono già lì: bisogna solo consegnare loro un ricordo».
Redazione