Baccaglini: I miei compromessi per arrivare al closing
Torna a parlare il neo presidente rosanero, con una diretta su Facebook per fare chiarezza
È stato un mese di silenzio, quello a cui non aveva proprio abituato nessuno Paul Baccaglini, che dalla sua nomina come presidente del Palermo aveva fatto esaltare i tifosi rendendosi sempre partecipe, disponibile ed aperto al dialogo.
Poi, quando i tempi iniziavano a diventare più corti, il neo presidente, in procinto di diventare anche proprietario della società, ha scelto di non rilasciare più dichiarazioni, al fine di rispettare quell'accordo di riservatezza, necessario per il corretto completamento della trattativa. La settimana scorsa è arrivato l'annuncio, che sanciva la ratifica dell'accordo tra le due parti, con il closing che dovrebbe essere ufficializzato entro la fine del mese.
A questo punto Baccaglini, arrivato a Palermo questa mattina, ha scelto di tornare a parlare ed ha deciso di farlo nella maniera in cui ha abituato i tifosi, con una diretta su Facebook, probabilmente il modo più facile per fare chiarezza:
"Metterci la faccia è importante, voglio continuare a farlo anche nei momenti difficili. In tutto questo tempo ho monitorato la situazione e so che diversi tifosi si sono sentiti amareggiati, so bene che in questo periodo che la mia presenza è stata un po' più distante. Se questo atteggiamento ha ferito qualcuno dal punto di vista umano mi dispiace, anzi, il calore di Palermo mi ha sempre fatto sentire bene, mi ha fatto sentire a casa. Il motivo di tanto silenzio e del fatto che abbia dato informazioni col contagocce è perché per un'operazione di questo calibro era necessario passare per un processo. Io faccio parte - ha proguito Baccaglini - di un team e tutti i professionisti di questo team hanno bisogno dei propri tempi per svolgere le proprie funzioni. Tutto ciò ha richiesto che tutti noi fossimo coperti da un velo di silenzio, bisogna chiudersi in una stanza e da lì si esce solo quando si arriva alla soluzione che le due parti vogliono. Io capisco che i giornalisti abbiano voluto riempire questo silenzio con notizie, a volte false, ma il silenzio era necessario".
A che punto è la trattativa?
"Dove siamo arrivati? Abbiamo fatto un grande progresso in questo periodo, le due squadre che stanno chiudendo sono ad un punto importante nella trattativa. Un progetto grande come questo è normale che, durante il percorso, possa portare a rallentamenti o momenti di fraintendimento, che ci sono stati e non lo nascondo. Non è scontato e banale trovarsi sempre. Tutto ciò è stato fatto con l'obiettivo comune, oggi sono tornato a Palermo, qui davanti a voi, e, anche se non posso darvi tutte le informazioni, posso dirvi che siamo ad un passo dal closing. Non bisogna interpretare tutto con l'allarmismo delle ultime settimane; se da una parte c'è un progetto che ha bisogno di seguire tutte le fasi per il risultato finale, dall'altra c'è una società di calcio con dei tifosi dietro che vivono con l'ansia la situazione. La vostra ansia è la mia - continua il presidente - sono il presidente di questa società, ma non ne sono ancora il proprietario; perché ciò vada avanti, è necessario che ci sia un dialogo attivo tra le due parti".
Zamparini lascerà la società dopo il closing?
"Conosco il sentimento dei tifosi, ma sappiate che questa è una situazione ben più sfaccettata di quanto possa sembrare; come io non posso ignorare il sentimento della piazza, chiedo a voi di non ignorare i tanti aspetti che costituiscono questa fase di transizione. A volte i tempi bancari non collimano con quelli societari o dettati dalla Lega Calcio, magari questo discorso oggi vi suona fastidioso o impopolare, però preferisco farvelo. Ho sempre voluto dirvi le cose e nel frattempo bisogna tirar fuori il meglio da questa situazione ibrida. La vita è fatta di compromessi, se riusciamo a digerirli, possiamo arrivare ad un risultato migliore. Se io oggi venissi a darvi le parole che tutti voi vorreste sentirvi dire, non vi darei chiarezza. In questo momento, proprio per le esigenze di tempo, ci sono tutta una serie di scelte e decisioni che vanno preso con spirito di collaborazione. Al momento del closing, così come al passaggio di testimone tra due corridori in una staffetta, la scissione non sarà brutale, ma equilibrata e soprattuto, vi dimostrerò, che sarà sensata".
Sulla scelta di affidare la guida tecnica a Tedino e Lupo:
"Ci sarà un nuovo allenatore ed un nuovo direttore sportivo. Queste sono scelte nate da un dialogo tra le due parti, scelte nate da un compromesso sviluppato durante questo interregno. Tedino è una persona preparata, ho visto in lui una persona che chiedeva un'opportunità e credo che i palermitani gliela concederanno. Domani ci sarà la conferenza stampa di presentazione a cui non parteciperò. Tornare in Serie A è sempre stato l'unico obiettivo, questa è una squadra che merita di restare in Serie A. Credo nella nostra accoppiata tecnica, tutti noi dobbiamo dare una possibilità meritocratica per ottenere i risultati. Sicuramente il loro inserimento è una tappa fondamentale per avviare il progetto tecnico, in modo da farlo convogliare con quello societario".
Il progetto stadio, qualcosa di epocale:
"Da parte mia, posso dirvi che sto facendo di tutto per arrivare al closing, è un obiettivo molto molto condiviso da ambedue le parti. Zamparini è pronto a lasciare, ma, al tempo stesso, in questo periodo ha sentito il bisogno di garantire un futuro a questa società, come giusto che fosse. Al momento del closing. avverrà il passaggio di consegne e non serve che io vi dia i dettagli sul progetto grandioso che svilupperò dopo la chiusura della trattativa. Un progetto che inizierà già da oggi quando incontrerò il sindaco Orlando per parlare dello stadio; un progetto ambizioso che va al di là del Palermo Calcio, sarà fondamentale per la città e coinvolgerà tutti i ragazzi vogliosi e con idee innovative. Sono convinto che lo stadio sarà una cosa epocale, così come il centro sportivo, credetemi".
La rosa e le scelte le farà il mister:
"Credo che sia importante investire ed incentivare il patrimonio del calcio italiano, ma fare distinzioni in base alla nazionalità dei calciatori sia sbagliato. La meritocrazia e quello che viene mostrato in campo sono il solo baromentro per le scelte che prenderà unicamente il mister. Il completamento della rosa per la prossima stagione passa per tutta una serie di tappe, sicuramente l'innesto di giocatori che abbiano già giocato la Serie B, in modo da trasmettere l'esperienza ai più giovani, può essere importante. Le scelte comunque le prenderà il mister".
Redazione