Arcoleo: "Iachini aveva ragione; per il futuro mi auguro che ci sia unità di intenti"

Ospite del salotto di Rotocalcio, in occasione dell'ultima puntata, l'ex allenatore del Palermo ha parlato della stagione rosanero

Da sempre e per sempre nei ricordi di tutti i supporters rosa, Ignazio Arcoleo, allenatore storico di quella squadra che fu denominata il Palermo dei picciotti, è stato ospite dell'ultima puntata di Rotocalcio. L'occasione è stata quella giusta per festeggiare la salvezza della squadra, ottenuta grazie ad un'incredibile ed inaspettata rimonta. La chiave di volta del campionato è stata affidarsi a giocatori d'esperienza? "Le squadre si costruiscono partendo dall'asse centrale, almeno questo deve essere forte. Poi puoi sbizzarrirti, facendo giocare calciatori giovani o meno. Devi avere un portiere affidabile, un centrale di difesa forte ed un regista ed una punta su cui poter contare. E' sotto gli occhi tutti che la differenza l'abbiano fatta giocatori come Sorrentino, Cionek, Maresca e Gilardino. A proposito di Gilardino.. "Avendo in rosa un giocatore come Gilardino, servirebbero due ali veloci e capaci di mettere cross in area. Se costringiamo Gilardino a giocare spalle alla porta, fa fatica. Il Palermo dovrebbe spostare l'asse difensivo 20-30m più avanti e valorizzare i giocatori sulle fasce." Col senno di poi, Iachini non aveva avuto torto ad inizio anno: "Ho visto la prima partita contro il Genoa e fu una vittoria molto sofferta, così come quella di Udine. Le considerazioni di Iachini erano state giuste; ciò che non capisco è perché il Palermo non abbia agito correttamente quando era il caso di farlo. Se l'allenatore aveva fatto delle valutazioni sulla squadra, andavano prese in considerazione. Io però non credo che Zamparini abbia agito in malafede, ha ascoltato i consigli e le valutazioni di persone vicine a lui che hanno portato tanti bravi giocatori. Questi, però, messi tutti insieme in un contesto forzato, hanno pagato le difficoltà." E sul futuro? "Quello che mi auspico è che ci sia unità di intenti tra la società, l'allenatore e il resto della dirigenza; nessuna componente però deve essere superiore alle altre. I giocatori con cui creare la rosa, infine, devono essere funzionali alla squadra."