Trionfo del Palermo al Barbera, il 13esimo stagionale, davanti a un pubblico di oltre 30 000 cuori rosanero che hanno assistito all'ennesima prestazione autorevole della squadra di Inzaghi. Contro un Cesena indomito e abile nel palleggio, il Palermo ha saputo sfruttare al massimo alcune delle sue armi migliori, tra cui lo sviluppo del gioco sulle fasce, la compattezza senza palla e ovviamente il proprio implacabile bomber da 23 centri in campionato. Quarto posto matematicamente acquisito, con il rammarico di non aver potuto dimezzare lo svantaggio sulle prime 3 della classe, vittoriose in trasferta e ormai praticamente irraggiungibili.
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GDS - «IL PALERMO HA FATTO 13, MA PER LA A NON BASTA»
Va tutto secondo i piani, anche se al momento serve poco nella corsa alla promozione diretta. Dal punto di vista numerico, infatti, la situazione resta invariata: prima della sfida con il Cesena il Palermo era distante quattro punti dalle prime posizioni e quattro punti rimangono dopo una vittoria che era obbligatoria per continuare ad alimentare le speranze. Cambia soltanto il tempo a disposizione, perché adesso resta una partita in meno da giocare. Il successo porta ancora una volta la firma di Pohjanpalo, autore di una doppietta che lo spinge a quota 23 reti stagionali, nuovo record personale in Italia. La tredicesima vittoria casalinga su diciotto gare è arrivata davanti a quasi 32 mila spettatori, con due ex simboli come Miccoli e Pastore presenti in tribuna. Tre punti che valgono il quarto posto matematico, con la certezza di partire dalla semifinale negli eventuali play-off per la prima volta nell’era City Group, ma che non modificano la classifica nelle zone alte: Monza, Venezia e Frosinone continuano a vincere e restano davanti. Con tre giornate ancora da disputare e senza scontri diretti tra le prime, i play-off appaiono sempre più probabili, anche se i rosanero hanno il dovere di provarci finché la matematica lascerà aperta una possibilità. In palio c’è anche il terzo posto, che garantirebbe un vantaggio importante nella post season grazie al fattore campo.
La gara contro il Cesena non è stata spettacolare né giocata su ritmi elevati, ma dopo il vantaggio iniziale di Pohjanpalo non è mai sembrata davvero in discussione. Inzaghi ha confermato l’undici visto a Frosinone, con Palumbo in posizione più avanzata rispetto al ruolo di mezzala, scelta utile a creare superiorità numerica contro il 4-2-3-1 romagnolo. Il Palermo ha cercato di pressare alto e sviluppare il gioco sulle fasce: se negli ultimi mesi la spinta era arrivata soprattutto da sinistra, con Rui Modesto è nata una nuova soluzione anche a destra. Proprio da quella corsia è nato il primo gol. I rosanero hanno mantenuto il solito assetto ibrido, con costruzione a quattro e trasformazione in 3-5-2 nella fase difensiva, anche se la manovra a tratti è mancata di fluidità e qualcuno, Palumbo su tutti, ha perso brillantezza col passare dei minuti. Le occasioni per chiudere la partita non sono mancate, in particolare con un colpo di testa di Pohjanpalo su cross di Rui Modesto, ma ancora una volta è mancato cinismo. Nella ripresa il Cesena è apparso più intraprendente senza però creare veri pericoli, mentre il Palermo ha avuto qualche apprensione solo sulle ripartenze avversarie. Il secondo assist di Rui Modesto per Pohjanpalo ha di fatto chiuso il match. La traversa colpita da Piacentini e altre opportunità sprecate hanno inciso poco, mentre grande preoccupazione ha suscitato lo scontro tra Ranocchia e Klinsmann, uscito in barella ma cosciente. Un sospiro di sollievo generale prima della festa finale con il pubblico. Adesso restano tre partite e la speranza di un miracolo sportivo.
L'articolo completo a pagina 34 del quotidiano.
LA REPUBBLICA - «ROSA, FESTA PER 30MILA. CESENA SCONFITTO CON UN SUPER POHJANPALO»
Quello doveva essere un turno potenzialmente favorevole al Palermo, con le prime tre della classifica impegnate in trasferta e i rosanero attesi dal match interno del Barbera. In realtà, dopo le vittorie di Venezia, Monza e Frosinone arrivate prima del fischio d’inizio, la squadra di Inzaghi si è ritrovata con l’obbligo di vincere e con tutto da perdere. Per questo il 2-0 contro il Cesena assume un valore particolare. Il successo, firmato da uno straordinario Pohjanpalo, permette ai rosanero di restare in scia delle prime posizioni, di conquistare matematicamente il quarto posto utile per partire dalla semifinale play-off e di mantenere intatto l’entusiasmo che si respira attorno all’ambiente. Un clima confermato dagli oltre trentamila tifosi presenti al Barbera, premiati da una gara solida e da una prestazione convincente della squadra. Il Palermo impiega appena nove minuti per sbloccare il risultato con il ventiduesimo gol stagionale del finlandese e, nel quarto d’ora successivo, domina la scena sfiorando anche il raddoppio con Le Douaron, fermato da un grande intervento di Klinsmann. I rosa giocano bene, attaccano gli spazi, spingono sulle corsie laterali e costringono il Cesena nella propria metà campo, concedendo solo qualche ripartenza, come quella conclusa da Berti e neutralizzata da Gomis.
Dopo un breve momento di iniziativa ospite, il Palermo riprende il controllo del match e costruisce altre occasioni con Le Douaron e ancora con Pohjanpalo, confermando una superiorità evidente nel gioco e nelle opportunità create. A inizio ripresa il Cesena prova ad alzare il ritmo, ma i rosanero gestiscono con lucidità, lasciano sfogare gli avversari e colpiscono al momento giusto con un’azione corale che coinvolge numerosi interpreti. Il pallone arriva infine sulla destra a Rui Modesto, autore del cross perfetto per il colpo di testa vincente di Pohjanpalo, che firma così il 2-0 definitivo e il ventitreesimo centro stagionale, superando anche il proprio record personale di gol in Serie B stabilito ai tempi del Venezia. Da lì in avanti la partita si avvia verso la conclusione: Inzaghi gestisce le energie con alcune sostituzioni, Pohjanpalo sfiora la tripletta e il Cesena colpisce la traversa con Piacentini su punizione di Castrovilli. Nel finale, però, il clima si fa teso per il duro scontro tra Ranocchia e il portiere Klinsmann, costretto a lasciare lo stadio in ambulanza. Anche il centrocampista rosanero accusa il colpo, facendo temere il peggio ai tifosi, che possono però rasserenarsi quando lo vedono rientrare in campo negli ultimi secondi prima della festa per tre punti pesantissimi.
L'articolo completo a pagina 11 del quotidiano