Ieri sera, è stato ospite della trasmissione televisiva Rotocalcio l'ex calciatore e allenatore dei rosanero, Ignazio Arcoleo, il quale ha esordito parlando della ultimo match casalingo perso contro la Fiorentina: "Il Palermo ha disputato un ottima partita, però è stato sfortunato perché ha incontrato una squadra che voleva vincere assolutamente per rimanere tra i posti alti e non perdere il treno per l'Europa. A parte questo, è stato un campionato stupendo - continua Arcoleo - perché i rosa da neo-promossi hanno dimostrato di potersela giocare con qualunque squadra. L'anno venturo - conclude lo scopritore di giovani talenti - se il Palermo dovesse rimpiazzare a dovere chi andrà via, potrebbe fare un'altra bella stagione".
Domenica il "Barbera" era un colpo d'occhio e i tifosi rosanero hanno nuovamente affermato, qualora ce ne fosse ulteriormente bisogno, la propria civiltà e sportività anche nei confronti dell'avversario. Il mister dei "picciotti", infatti, non ha potuto altro che elogiare il tifo palermitano, dicendo: "E' fra i migliori d'Italia, non è un caso se a Palermo non si verificano incidenti da tantissimi anni. Questo è un motivo d'orgoglio sia da sportivo che da palermitano, perché anche queste sono le cose belle del calcio".
Ritornando alla partita contro la Fiorentina, l'ospite di Rotocalcio, non poteva che dare una sua opinione tecnico-tattica sul vero ruolo in campo di Quaison, visto che il giocatore rosanero, nel corso dei 90 minuti di gioco ha ricoperto più di un ruolo: "Secondo me, Iachini con Quaison pensa in grande, perché ormai giocare a calcio significa essere eclettici. Oggi - continua Arcoleo - una squadra è forte quando ha dei giocatori in grande di occupare con naturalezza qualsiasi ruolo in campo. Quest'anno, per esempio, il Palermo ha messo in difficoltà gli avversari perché ha adottato un modo di giocare innovativo. Se analizziamo dettagliatamente l'attacco, vediamo che in realtà Dybala e Vazquez non sono delle vere punte, ma sono stati capaci non solo di segnare molti gol, ma anche di aver permesso a un giocatore come Rigoni, che sa sia attaccare che difendere, di arrivare a nove reti. Tutti i giocatori che faranno parte del futuro del Palermo - afferma l'ex allenatore del Palermo- si abitueranno a questo tipo di gioco, Belotti compreso".
Infine è proprio sul "Gallo" che l'ospite del salotto di Michele Sardo e Toni D'anna si è soffermato: "La forza di Belotti non è quella di fare la boa al centro dell' attacco, ma quella di decentrarsi, convergere e tirare direttamente in porta, come faceva spesso in Serie B. Se, attualmente, non sta rendendo come ci si aspetta da lui è anche perché è dura rimanere in panchina ad aspettare il proprio turno, soprattutto quando, dopo la doppietta di Napoli, ti trovi relegato in panchina. Come quest'anno - conclude Arcoleo - si è valorizzato Dybala, nella prossima stagione toccherà anche all'attaccante bergamasco e a qualche altro giovane".