Il Metodo Mignani

Il Metodo Mignani

di Andrea Bosco

Il compito che Michele Mignani è stato chiamato a svolgere è dei più ostici: risollevare una squadra mentalmente e tatticamente smarrita, cercando di sfruttare il poco tempo a disposizione per permetterle di giocarsi i Playoff con fiducia nei propri mezzi e in uno stato di forma adeguato. Non è mai semplice prendere in mano un gruppo assemblato sulle esigenze di un altro tecnico, soprattutto con un paio di mesi scarsi al termine della regular season. Ma probabilmente, tra le figure disponibili sul mercato, la personalità del mister ligure era la più indicata per reggere l'urto di una situazione ambientale che rischiava seriamente di trasformare questo finale di stagione in un dramma sportivo.

Lavorando in maniera metodica e mirata, Mignani ha restituito al Palermo ordine e compattezza, soprattutto in fase difensiva, cercando di sperimentare e operare su singoli settori per cercare probabilmente di arrivare al periodo Playoff in una condizione complessivamente soddisfacente. A questo si aggiunge anche l'inevitabile selezione di quegli elementi della rosa che possono e potranno essere più funzionali al suo piano di gioco, rimettendo in gioco chi era sparito dai radar (come Mancuso e Buttaro) o ridefinendo il ruolo di chi, come Di Francesco, aveva bisogno una collocazione che lo valorizzasse al meglio; ha inoltre mostrato di non badare a teoriche gerarchie predefinite, schierando chi reputa si trovi in uno stato di forma migliore, indipendentemente dal nome o dal curriculum, ed è stato il caso della scelta (ripagata) di preferire Nedelcearu a Ceccaroni nello scontro di venerdì scorso con il Parma.

Guardando al recente passato, anche Silvio Baldini in serie C operò in una maniera simile, pur avendo avuto a disposizione diversi mesi prima di affrontare e poi successivamente vincere i Playoff. Esperimenti, tentativi, variazioni tattiche, possibilità concesse a tutti, per poi definire un impianto titolare solido e quasi intoccabile, sulla base delle risposte ricevute in campo. La sensazione è che Mignani stia sfruttando queste settimane proprio per capire quale assetto e schieramento rendere definitivo, nel modulo e negli elementi, nel momento in cui il Palermo sarà chiamato a cominciare il suo percorso negli spareggi promozione. Intanto già da domani Ranocchia, assente da prima del cambio in panchina, tornerà a disposizione e sarà interessante conoscere quale soluzione avrà escogitato il mister per sfruttare le abilità di uno dei migliori elementi in organico. E chissà che nelle restanti quattro partite non ci sarà modo di rivedere all'opera anche giocatori fino a questo momento impiegati meno, come Stulac, Chaka Traoré o Insigne, che potrebbe approfittare dello stop forzato di Di Mariano per rientrare in corsa per una maglia da titolare. 

Saranno settimane cruciali per il Palermo di Mignani, dove ogni ruolo sarà potenzialmente in discussione e ogni membro della squadra sarà chiamato ad esprimersi al meglio delle proprie possibilità, per ritagliarsi uno spazio da protagonista in una stagione che ha visto pochi fari brillare costantemente e molte lampadine accendersi a intermittenza. Il vantaggio di un avvicendamento in panchina, specie in un momento così topico, è avere a disposizione una possibilità per rilanciarsi e cambiare il corso della propria stagione, anche in maniera significativa, Chiede a Roberto Floriano o Gregorio Luperini per avere conferma.