120 mln di debiti e un silenzio assordante: si faccia chiarezza

Il tempo stringe e sono tante le scadenze da rispettare

120 mln di debiti e un silenzio assordante: si faccia chiarezza

Un risveglio amaro per i tifosi del Palermo con vecchi fantasmi che ritornano minacciosamente ad incupire i pensieri di un’intera città.

Anche se in realtà la  notizia che da stamani tiene banco, da tempo si temeva che potesse arrivare.

“Il Palermo ha un buco da 120 milioni di euro” così titola oggi il Giornale di Sicilia."

A scriverlo non è un giornalista qualunque, è Riccardo Arena, presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, ciò fa intuire che qualcosa di davvero molto grave è successo o sta per accadere.

“I debiti potrebbero travolgere il Palermo calcio, la Procura apre un’inchiesta, la Guardia di Finanza sta acquisendo tutte le carte necessarie per indagare a fondo sul Palermo e l’ufficio diretto da Francesco Lo Voi e coordinato dal Procuratore Aggiunto Salvatore De Luca, potrebbe avanzare l’istanza di fallimento al tribunale”.

 

Un inciso dell’articolo che lascia sgomenti: da due mesi il popolo rosanero attende un closing dai contorni sempre più incerti.

 

C’era da aspettarselo, diranno in tanti, in fondo basta analizzare, per chi ha la giusta competenza, il bilancio del Palermo calcio chiuso al 30 giugno 2016. Troppe incongruenze, un’esposizione debitoria strana e spese folli a favore di alcuni procuratori, che non trovano nessuna giustificazione in termini di risultati sportivi conseguiti.

 

Senza elencare tutte le laute ricompense elargite da Zamparini ai suoi amici e consiglieri slavi per avere in organico giocatori dal calibro di Balogh, Trajkovski, Rajkovic, Sunjic, Silva e Sallai. Quello che lascia stupefatti è stata l’assoluta incapacità di gestire, con il buon senso del padre di famiglia, una società che per introiti e bacino di utenza aveva tutte le potenzialità per rimanere stabilmente in Serie A.

 

Zamparini dopo la finale di Coppa Italia ha dilapidato negli anni un patrimonio di entusiasmo e di passione. Dopo Perinetti, si è affidato a consulenti che gli hanno fatto allestire organici inadeguati e ha sperperato denaro in scommesse puntualmente perdute. Senza contare il valzer schizofrenico di allenatori che si sono avvicendati sulla panchina rosanero e che hanno comportato un costo non indifferente per le casse della società.

 

Una fine davvero ingloriosa per un imprenditore che della legalità e dei conti in regola delle sue aziende  aveva fatto una legge di vita, il suo fiore all’occhiello, il  suo cavallo di battaglia, tanto da indurlo a fondare nel 2011 il “Movimento per la Gente” per combattere le ingiustizie di Equitalia. Una iniziativa fallita miseramente.

 

Qualche mese fa i tifosi del gruppo “Oltre la categoria” avevano scritto una lettera accorata a tutti gli organi preposti affinché si vigilasse su quanto stava accadendo a Palermo, troppi  i misteri che non lasciavano presagire nulla di buono sul futuro del club. Una visione che si sta dimostrando lungimirante.

 

Probabilmente non sapremo cosa realmente sia accaduto e perché proprio adesso la Magistratura abbia deciso di indagare sui conti del Palermo calcio.

Quello che è certo è che un velo si è squarciato e verrà fatta chiarezza, come è giusto che sia.

 

Il tempo stringe, tante le scadenze da rispettare per un club totalmente da rifondare, in un silenzio assordante da parte di chi invece avrebbe il preciso dovere di iniziare  a spiegare ai  tifosi del Palermo quello che sta accadendo.