Zauli: Vestire la maglia rosanero è stato qualcosa di unico

Poche città riescono a regalare emozioni che restano per sempre

Zauli: Vestire la maglia rosanero è stato qualcosa di unico

Vecchio pallino del presidente Zamparini, sin dai tempi della sua presidenza al Venezia Calcio , Lamberto Zauli arrivò a Palermo nell’ estate del 2002. «Ho preso lo Zidane della serie B» – disse un entusiasta Zamparini il giorno della presentazione del nuovo trequartista rosanero. Dopo la frattura del perone, rimediata il 26 ottobre del 2002 a seguito di un fortuito scontro di gioco con il giocatore del Cagliari Grassadonia, il numero 10 del Palermo saltò tutto il girone di andata. Al suo ritorno riuscì a trascinarei compagni ad un soffio dalla promozione. Leader in campo ed uomo spogliatoio, la sua classe e la sua tecnica furono sempre al servizio della squadra, indimenticabili i suoi assist, il “cucchiaio” al Napoli e il gol alla Lazio nella gara del 16 gennaio 2005, vinta in trasferta per 3 a 1 con doppietta di Luca Toni. La sua avventura a Palermo terminò nel 2005;  in scadenza  di contratto Zauli firmò con la Sampdoria, accogliendo l'invito di Zamparini di trovare un’altra squadra in quanto ritenuto non più adatto alla nuova formazione rosanero.


«Sono tante le partite indimenticabili – ha ricordato ai nostri microfoni  Zauli - ma quella che ricordo con particolare affetto è Palermo – Verona  (31 Maggio 2003) perché racchiude l’inizio di una eccezionale cavalcata del Palermo verso la Serie A. Ritornavo dopo un lungo infortunio che mi aveva tenuto fuori per diversi mesi, la squadra aveva fatto un’ottima rincorsa per cercare la promozione in serie A e questa gara fu quella che precedette lo spareggio che poi purtroppo perdemmo con il Lecce. L’entusiasmo della gente era unico, ancora adesso ho i brividi pensando a quello che provai quando entrammo in campo, trentacinquemila spettatori, la coreografia in curva con la scritta “Andiamoci” e tutta una città che aspettava di realizzare un sogno. L’emozione che mi ha dato questa partita è stata enorme, quella sera il Barbera era già pieno un’ora prima, i tifosi gremivano gli spalti e l’uscita dal tunnel, il rumore assordante sono ricordi che mi emozionano ancora oggi, nonostante siano passati 15 anni. Sono cose belle che ti rimangono dentro per sempre.

 

Ho vissuto la città nella sua interezza, l’attaccamento dei tifosi è stato qualcosa di veramente eccezionale. La gente si stava riavvicinando al grande calcio dopo il lungo periodo di militanza nelle categorie inferiori e l'entusiasmo era contagioso. Ho vissuto tre anni meravigliosi, non solo in campo, ma per come le persone ci facevano sentire. Per quanto il palermitano ami il calcio, a Palermo c'è qualcosa in più che va oltre al calcio stesso, noi rappresentavamo in quel momento il loro sogno da bambini, la speranza di ritornare in serie A dopo tanti anni. Siamo stati i protagonisti di una bella favola, quasi tutte le domeniche riuscivamo a riempire lo stadio, quasi 40.000 persone. Sono tanti i momenti meravigliosi legati a Palermo: la partita della promozione contro la Triestina, il primo campionato di serie A, la qualificazione in Europa League, Palermo- Juventus vinta per 1 a 0 con gol di Brienza (05.02.2005) che fece esplodere il Barbera o la partita contro l’Inter (18.09.2004) con 15.000 tifosi rosanero al nostro seguito che invasero San Siro. E’ stata un’escalation di successi, uno dietro l’altro, molti gli episodi positivi che adesso è difficile elencare tutti.  

 

È come se non fossi mai andato via, sento sempre l’affetto dei palermitani. Le carriere finiscono e si intraprendono altre cose in altri posti, ma posso dire che poche città regalano le emozioni che ho vissuto a Palermo, quelle che restano nel cuore per sempre.


Per me vestire la maglia rosanero è stato qualcosa di unico e non smetterò mai di ringraziare i tifosi del Palermo.»