C'era una volta un presidente di una squadra di calcio che era noto in tutto il mondo perchè cambiava i suoi allenatori come si cambiano i calzini. Dire che questo presidente è Maurizio Zamparini è superfluo, perchè tutti concordano nell'indicare in lui un mangiallenatori. Li ha cacciati via per i motivi più disparati, a volte anche prima che iniziasse il campionato, alternandone a volte due, tre a stagione, ma anche nove o dieci come in quella appena trascorsa.
Di questo personaggio pare non ci sia più traccia; e tutto sommato potrebbe essere anche una buona notizia, perché indicherebbe che adesso il presidente del Palermo sarebbe diventato più riflessivo e più equilibrato. Ma a quanto pare le cose non stanno esattamente così, perché quello che è successo negli ultimi due giorni evidenzia una situazione che certifica una posizione di debolezza del patron rosanero. Infatti, dopo gli insuccessi a ripetizione della sua squadra, che adesso è relegata all'ultimo posto in classifica, tutto sembrava indicare una sola soluzione per cercare di uscire da questa drammatica situazione: il cambio dell'allenatore.
Già nel corso di questo inizio di campionato era emersa l'inadeguatezza di De Zerbi per una squadra di serie A, perchè per un allenatore, seppure bravo, il salto dalla Lega Pro alla massima serie può non portare risultati positvi, come in effetti sta succedendo. Per cui, dopo la settima sconfitta casalinga, la settima consecutiva in campionato ed i soli 6 punti in classifica, sembrava che l'esonero dell'allenatore doveva essere quasi automatico.
Invece no. A Zamparini questa volta è andata buca. Dopo i »no grazie» di Reja e Mandorlini, è arrivato quello di DeBiase. Per cui restavano due sole possibilità: Ballardini e Corini, che sono stati contattati. Il primo ha chiesto condizioni che Zamparini non ha potuto accettare e il secondo non ha convinto. Ma c'è da dire che su tutte le trattative pesava come un macigno l'onere della rescissione con De Zerbi: l'ormai celeberrima clausola da 500.000 euro e il biennale da 500.000 euro a stagione da corrispondere al tecnico esonerato.
Per cui, alla resa dei conti, il presidente rosanero si trova praticamente ad essere ostaggio di De Zerbi per le ragioni su esposte, ostaggio dei suoi consiglieri dell'est che, restando nell'ombra, a quanto pare influenzano e non poco l'attività del massimo dirigente rosa, ostaggio dei cinesi che talvolta compaiono e talvolta spariscono, ostaggio della crisi economicasocietaria ma anche sua, che ha condizionato il mercato estivo e condizionerà quello invernale.
Insomma, Zamparini appare senza dubbio in una pericolosa situazione di debolezza.
Ma c'è anche un'altra ipotesi: può essere che sia lo Zamparini furbacchione di sempre, che sta gestendo la regia di una situazione già prevista in un progetto a lui favorevole e già predisposto nei minimi particolari? La prosecuzione di un altro progetto che, si sospetta, sia iniziato subito dopo la sconfitta della finale di Coppa Italia? Chissà...