Zamparini a Sky Sport: “Araujo piace come Defrel, punto su Belotti e i retroscena dell’operazione Dybala”

Ospite, ieri sera, del programma di Sky Sport 'Speciale calciomercato', il presidente del Palermo Maurizio Zamparini ha trattato diversi argomenti parlando di calcio. Dai movimenti  di mercato in entrata, ai giocatori presenti in rosa, fino a quelli già venduti, come Dybala. Il patron rosanero ha esordito confermando le voci su Araujo: “Lo seguiamo, ci piace. Ma ne seguiamo altri. Ci manca ancora una punta e un difensore. Noi su Defrel? Monitoriamo anche lui, abbiamo bisogno di una punta da poter affiancare a Belotti. Se non arriva l’argentino del Las Palmas dovremo cercare un’alternativa”.  E sul ritiro: “Quali regole si impongono in un ritiro? Non ci sono regole se non la buona educazione. Bisogna sentire Iachini, non comanda il presidente ma l’allenatore. Ntecon entro dentro questi dettagli, ogni tecnico ha la sua autonomia nel prendere le decisioni. Sono poco attendibile su questo aspetto. Abitudini? So di qualcuno che ascolta musica, ma non ricordo i nomi. I libri sono stati sostituiti dai telefonini”.  Il presidente pone molta fiducia sul futuro di Belotti:“Penso che sia un ragazzo che può cominciare ad esplodere, l’anno scorso era chiuso da Dybala. È indicato al 4-3-3, era penalizzato dal 3-5-2 di Iachini. Spero che il tecnico giochi in modo da far giocare Belotti in modo diverso. Non vorrei che faccia la fine dell’anno scorso, qualora dovesse arrivare Araujo. Il Torino? Nessun giocatore è fuori dal mercato, dipende dalle offerte. Per ora non è arrivato niente”.  Inoltre svela i retroscena della cessione di Dybala: “Quale altra squadra italiana era stata vicina a Dybala? Il Milan di Berlusconi lo voleva a tutti i costi, il trattamento economico era pure migliore: 40 senza bisogno di bonus. Il problema era il giocatore, si sono sentiti e penso lui abbia scelto la Juve. L’altra squadra era l’Inter, ho ospitato Thohir e hanno insistito: la cifra era quella, ma non andava bene il sistema di pagamento. Differenza tra i 32 + bonus e 40 subito? I bonus li prenderò più avanti, i 40 li avrei presi sicuramente. I bonus sono praticamente sicuri”. Quindi pone un paragone tra l'argentino e un altro suo pupillo del passato, l’uruguaiano Edinson Cavani: “Lui o Cavani, chi più forte? Sono diversi. Cavani ha meno tecnica e più forza. Dybala somiglia più a Messi che a Cavani, diventerà uno alla Messi. Nella Juventus troverà gente che parla la sua lingua, avrà un rendimento diverso. Svarierà in attacco, tornerà a prendersi la palla. Al Palermo aveva solo Vazquez che parla la sua lingua. Come livello assoluto Dybala e Cavani si equivalgano, il secondo è esploso a Napoli e per questo valeva di più. Il mercato è così. Se Vidal fosse stato del Palermo, sarebbero arrivati meno milioni. Il ruolo migliore per Dybala? Da noi faceva il centravanti svariando senza dare punti di riferimento e scambiando le posizioni con Vazquez. È una punta, alla Messi, non un trequartista. Ma come Messi è un po’ questo e un po’ quello”.  Zamparini ha la fama di essere un mangia allenatori, tanto da aver collezionato ben 52 esoneri: “Pentimenti? Guidolin? Fu una decisione sbagliata, Guidolin è un grande e lo riprenderei domani. Ma mi tengo Iachini, ci sto lavorando bene e resterà ancora un bel po’. Cosa mi porta agli esoneri? La mancanza di dialogo, molti non amano parlare e pensano di conoscere solo loro il calcio. Bisogna lavorare in team tutta la società, poi decide il tecnico. Non amo entrare in questioni tecniche, ma sono il proprietario di una squadra e scelgo un mister al quale faccio una squadra che gestisce lui. Non ho mai imposto nulla, vedo le partite per discuterne”. E ancora: “Con Iachini parliamo anche di cose tecniche, ci confrontiamo e facciamo un lavoro di team. Io non so fare il tecnico, come Iachini non saprebbe fare il presidente. Io penso di avere esperienza anche nel calcio, ci sono presidenti che non capiscono niente e non possono intervenire. Pioli? Non si era integrato con la squadra e il ds Sogliano, non avevano dialogo fra di loro. Fu una decisione non giusta, il Palermo aveva giocatori importanti e si salvò. Non fu un dissidio con me, ma la squadra non rendeva e venne eliminata dalle coppe. Poi non c’era dialogo squadra-allenatore. A volte si prendono decisioni per rimediare, ritengo Pioli un signore. Mi è dispiaciuto. Ci sono ancora rapporti di stima reciproca”.