Verdetto rispettato. Squadra compatta e attenta.

I rosa di Tedino superano il primo test positivamente in uno stadio semi deserto

Verdetto rispettato. Squadra compatta e attenta.

È iniziata col piede giusto la stagione rosanero. Alla prima di campionato il Palermo ha rispettato il pronostico battendo lo Spezia e mettendo subito in chiaro le sue intenzioni di risalire in serie A. Aspettavamo tutti questa gara perché il tempo degli esami è terminato e si gioca per i tre punti. I rosa hanno fatto vedere quanto di buono e di meno buono dimostrato in Coppa Italia. La squadra è sicuramente compatta e molto attenta, gioca corta e raramente usa i lanci lunghi.

 

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La mano di Tedino si vede: veloci manovre e ricerca delle fasce laterali senza inibire il talento delle punte. Certo sbloccarla subito con la gran giocata di Trajkovsky ha messo in discesa la partita e i liguri che molto hanno cambiato quest'anno poco hanno fatto per rimetterla in discussione. I pericoli, pochi, sono arrivati tutti dalla destra della difesa rosanero con Walter Lopez che troppo spesso ha saltato Morganella. Poca roba, però per gli attenti centrali in maglia rosa che hanno ingabbiato El Diablo Granoche costringendolo a giocare spalle alla porta. Il resto, nella ripresa, lo hanno fatto Coronado e Nestorovsky. Il dribbling del brasiliano con preciso passaggio per il capitano è una copertina per il campionato di B. Questa squadra, a nostro avviso, è destinata a stare un solo anno tra i cadetti ma per non soffrire fino alla fine è necessario recuperare Rispoli e avere un paio di alternative a centrocampo, dove manca un uomo d'ordine, e in attacco dove ai tanti funamboli bisogna affiancare un ariete.

 

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Si è tornato a giocare, dicevamo in apertura, e anche a vincere aggiungiamo, ma lo si è fatto in uno stadio vuoto dove a tratti il silenzio accompagnava le giocate dei padroni di casa. Questo non giova a nessuno. La squadra va sostenuta soprattutto per la serietà dimostrata da questi ragazzi prescindendo dalle contestazioni nei confronti di Zamparini. Quel che conta adesso è che Palermo riconquisti la sua categoria, la Serie A, un bene necessario anche per gli auspicati nuovi proprietari e per riuscirci manca solo un ingrediente: il tifo del Barbera. La promozione in questa categoria si conquista soprattutto in casa.