Venezia, Cosmi attacca: «Questo non è calcio»

Venezia, Cosmi attacca: «Questo non è calcio»

Il tecnico del Venezia Serse Cosmi ha detto la sua sulla disputa del playout in seguito alla sentenza della Corte Federale d’Appello che ha decretato la permanenza del Palermo in serie B.

Di seguito quanto emerso dal suo intervento nella conferenza stampa di questa mattina.

 

Non voglio parlare di sentenze, non perché non ne capisca ma perché non voglio farlo, se ne occupa la società. Però voglio sottolineare un aspetto: nel momento in cui la squadra si è abbracciata l’11 maggio a Carpi, esultando per il raggiungimento dei playout, lì avevamo l’assoluta certezza di doverli disputare. E aggiungo pure abbastanza fiducia dal punto di vista psicologico. Poi è arrivata la sentenza del Palermo retrocesso in Serie C? Sì, lì non abbiamo festeggiato, ma ci eravamo sentiti naturalmente liberi dopo una stagione di grande sofferenza. Siamo andati avanti una settimana pensando a come poterci salutare, in un clima di fine stagione.

 

E ancora…

Noi in questo contesto non ci siamo allenati regolarmente, è una cazzata pensare che possa essere così: abbiamo otto giocatori in scadenza di contratto, nove giocatori in prestito. Tanti giocatori hanno riportato le scarpe a casa. Nel calcio per me la componente sportiva è quella rilevante. Io non chiedo e non chiederò di non giocare. Chiedo invece che l’evento sportivo, affinché sia attendibile, debba essere costruito in una maniera regolare. Non parlo di campionato falsato, ma la credibilità è inesistente. Siete stati salvi 20 giorni, però ora i playout li fate se no ci incazziamo: questo è il tono che sentiamo attorno a noi. Vi assicuro che oggi faccio fatica, fatica, fatica a capire in che mondo sono. Non voglio sentire dire che alla fine decide il campo, questo non è calcio. Che attendibilità avrebbe una partita disputata in queste condizioni? Come si può giocare 25 giorni dopo la fine del campionato? I nostri tifosi chiedono di rispettare la nostra maglia non giocando. Vorrei parlare con il signor Gravina e il signor Balata. Non sappiamo neanche se possiamo andare a Salerno in aereo perché non ci sono 50 posti. Farò quello che mi dirà la società.